La quinta stagione di Ray Donovan è stata una stagione di morte e rinascita, di cambiamento di pelle per una serie che rischiva di ripetersi all’infinito e il risultato è stato difficile da conseguire ma di ottima fattura.
Ray Donovan, quinta stagione. Sinossi

Ray Donovan, quinta stagione. La nostra recensione
Ray Donovan aveva profondo bisogno di rinnovarsi, quattro stagioni erano passate per lo show hard boiled ambientato nella moderna Los Angeles di star, produttori, attrici e fixer (la realtà, aimhè, ha superato lo show stesso) e, per quanto i singoli personaggi avessero compiuto una traiettoria personale curata e molto interessante, con evoluzioni non scontate, la scrittura alla base dello show iniziava ad essere un po’ ripetitiva.

Ray Donovan ha quindi deciso di rinnovarsi, portando ancora più in secondo piano, potremmo quasi dire in terzo, la storia della stagione, con il caso di Natalie James e delle molestie sessuali (ancora una volta, profetici) da un lato e con la solita squinternata storia di Mickey dall’altro, portando in primissimo piano qualcosa di completamente diverso: la metamorfosi del protagonista.
La scelta è stata decisamente coraggiosa, con il rimuovere brutalmente uno dei personaggi più importanti della serie, sia a livello di personaggio in sé, sia a livello dell’importanza riflessa che aveva su tutta la famiglia e su Ray in particolare e, inoltre, il voler costruire buona parte della stagione come un lungo addio a Abby, commovente e doloroso, straziante e catartico, un vero evento spartiacque che consente alla serie di sfuggire le vecchie logiche, di chiudere un capitolo e di aprirsi a nuovi orizzonti (la serie si sposterà, infatti, a New York la prossima stagione).

Terry e Bunchy, Avi e Lena, Conor e Daryll restano sullo sfondo e, pur avendo delle storyline loro, restano lì, in secondo piano, in confronto a tanta potenza narrativa del nucleo centrale. Resta sullo sfondo un mostro sacro come Susan Sarandon, mentre una sua parte di luce riesce sempre a rubarla Jon Voight, vuoi per il suo personaggio sempre straordinariamente sopra le righe, vuoi perché forse ce lo siamo levati finalmente di torno. Ma con Mickey non si sa mai.
MetamorfosiRay Donovan - quinta stagione
Valutazione globale - 7.5
7.5
Ray Donovan, quinta stagione. Un giudizio in sintesi.
Una stagione necessaria, una stagione ben fatta che rompe gli schemi e che ha un centro narrativo fortissimo a livello scenico e a livello emotivo, che toglie parecchia luce a tutto il resto, ma che comunque è funzionale a far cambiare pelle ad uno show che ne aveva bisogno.

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