- scheda e trailer
- recensione
DATA DI USCITA: N.D.
GENERE: Commedia
REGIA: Eduardo Casanova
CAST: Jon Kortajarena, Carolina Bang, Macarena Gómez
SINOSSI:
Samantha, Guille, Ana e Cristian hanno tutti qualcosa in comune, eppure non potrebbero essere più diversi. I loro corpi sono molto diversi da quelli degli altre persone in qualche modo, sia esso la bocca, la pelle stessa, il viso o un disturbo mentale che impedisce di riconoscere come proprie alcune parti del corpo. Vivono in luoghi chiusi, artificiali e stravaganti, al riparo dal pericoloso mondo esterno. Il confronto con esso potrebbe avere conseguenze fatali. A questi, si aggiungono altri personaggi deformi fisicamente, le cui vite interagiscono e si intrecciano nel corso degli anni.
La visione di Pieles è stata sicuramente l’esperienza più inaspettata della Berlinale e di certo si tratta del film più coraggioso tra quelli presentati a questo festival del cinema. Non ci aspettavamo di vedere un film del genere o che potesse esserci una crew così audace e terribilmente creativa, capitanata da un giovane regista di soli 26 anni.
Pieles: una sorpresa assoluta
Seduti sulle comode poltrone reclinabili dello Zoo Palast, gli spettatori si siedono ed i più bigotti di essi si alzano indignati dopo la prima scena, forse nemmeno terminata. Cos’è che turba maggiormente? La sincerità esplicita e limpida di un film che tratta senza giri di parole e di immagini le deformità rivoltanti del corpo e della mente… e per di più in chiave maledettamente ironica! Ebbene sì, nessuno pensava che quel “freak” delle brochures si riferisse a qualcosa del genere…

Una continua, comica messa in discussione dell’estetica e dei gusti sociali
Una volta presentati i personaggi, il regista ci mostra la loro vita per intero, senza girarci intorno e questo è il merito principale di Pieles. “Le pelli cambiano, si operano, si trasformano, l’apparenza fisica non è nulla” sono le parole di Ana, quello che persone più illuminate sono in grado di pensare. Ma chi se la sente davvero di guardare una pelle deforme negli occhi, ammesso che essi ci siano?

Chi è diverso e si espone al mondo esterno è pur sempre una possibile vittima della società violenta, pronta a stigmatizzarlo e a fargli violenza. Pieles indaga le difficoltà di questi personaggi fuori dal comune che lottano per essere persone normali, quanto meno per essere accettati come tali. Un deforme non ha forse dei sentimenti? Non prova forse dolore? Il problema è che ognuno di essi deve far fronte ad una società crudele, che ferisce, miete vittime e ossessiona con dei canoni di bellezza e di gusti che schiacciano tutto ciò che è altro. Perché il mondo è più complesso, deforme e non categorizzatile di quanto un sistema perverso possa ammettere; perché turba tutto ciò che sfugge alla norma; perché si cerca di nascondere ciò che più ci vergogna.
Il regista ci spiega tutto questo attraverso delle situazioni improbabili con i suoi personaggi-chimere infinitamente soli, ma che ci fanno ridere inevitabilmente: come pensate che possa spegnere le candeline una che ha il sistema digerente invertito? Non è meraviglioso che un ragazzo s’immagini come una sirena, sotto ad una cascata di orate? Sì, Pieles è questo e molto, molto altro ancora!
Dov’è la deformità?

Credo di non aver mai visto nulla di simile prima d’ora.
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Pieles
Valutazione globale
un film folgorante e coraggioso
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