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Mr. Long

Mr. Long: la recensione del nuovo film del regista giapponese Sabu

Mr Long è un film del regista giapponese Sabu presentato alla 67esima edizione del festival del cinema di Berlino.

Mr. Long: la sinossi

Mr. LongLa scena prende le mosse a Taiwan, e riporta le vicissitudini di Mr Long, un killer spietato su commissione che viene inviato in Giappone per eliminare un gangster locale. Le cose non andranno come Long aveva pianificato e lo costringeranno a fermarsi nel paese più del necessario, e gli daranno modo di fare la conoscenza del piccolo Jun e della madre Lily, che vivono in una casa abbandonata in condizioni di abbrutimento materiale e morale: la donna è una tossicodipendente ormai incapace di provvedere a sé stesse. La presenza dell’uomo porterà grandi cambiamenti nel quartiere veramente malmesso nel quale madre e figlio, ma anche un gruppo di bizzarri personaggi con l’hobby del teatro vivono, in parte grazie proprio a questi, che aiuteranno Long a esprimere lati di sé stesso imprevedibili. Il nuovo equilibrio sarà però presto messo in crisi da un personaggio appartenente al passato della donna.

Mr. Long: le nostre impressioni

Mr. LongMr. Long ha la dote rara di spaziare su tutto lo spettro delle emozioni umane senza ridondanze o forzature, semplicemente ostentando la forza delle proprie immagini. La sceneggiatura si presenta infatti lineare e grezza e potrebbe rischiare di essere oscura nei propri snodi o superficiale. Ma in realtà questi attributi della storia non fanno altro che condensare il potenziale semantico di questa narrazione ideata da Sabu e colpire al cuore lo spettatore con la purezza, rara da sperimentare al cinema come altrove, dell’esperienza in cui ci si trova gettati guardando questo film.

In Mr. Long il male e il bene sono infatti mostrati nella loro dimensione insondabile, assoluta, legati l’uno all’altro da forze misteriose che plasmano le vicende dei tre protagonisti, Mr. Long, Lily e Jun. I tre arrivano a diventare una famiglia in un senso archetipico: Long non è il padre di Jun, non si avrà mai il tempo di capire se fra lui e Lily sia nato davvero qualcosa e neppure Lily è più davvero una madre per il figlioletto, annullata dalla droga e incapace di reagire al proprio misero stato. Eppure i tre si legano di un’unione fortissima come forma di istintiva resistenza al degrado che zavorra le loro vite. Arrivano poi dei momenti di una tenerezza infinita, e immediatamente si è in grado di riconoscere Long, Lily e Jun come una famiglia, non contano le etichette ma ciò che è davvero autenticamente umano.

Mr. LongIl film ha l’ulteriore merito di riuscire anche a far ridere, nelle scene tra Long e il gruppo di persone, buffe e naives, che popolano quel quartiere. Una gran parte del pathos che accompagna Mr. Long è data dalla colonna sonora di Junichi Matsumoto, la quale irrompe con insistenza sulla scena a contrappuntare la recitazione spesso non particolarmente espressiva dei personaggi. Con la loro lentezza solenne e l’incedere irregolare che mischia strumenti convenzionali a inserti rumoristici le musiche danno la misura dell’epos che informa di sé questo film, facendo pensare a quelle narrazioni collettive più che individuali che fanno parte delle nostre radici. Il personaggio di Mr. long infatti può essere visto come una sorta di eroe tragico che reca in sé il bene e il male allo stesso tempo e di entrambi gli aspetti si fa carico in funzione salvifica per la sua comunità.

Mr. Long

valutazione globale - 8

8

Grandi emozioni, gran bel film

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Mr. Long: giudizio in sintesi

Mr. LongSabu fa un film che spazia su tutto lo spettro delle emozioni umane, facendoci sia piangere che ridere, assottigliando la narrazione in modo da condensare il pathos e lasciare deflagrare il potenziale di questa storia. In ciò è aiutato da una notevole colonna sonora che in certi casi sembra prevalere quasi sulla scena tanto è potente. La recitazione pare piuttosto inespressiva ma in questo caso ma ciò appare funzionale alla narrazione che ha una rilevanza collettiva che individuale (forse non è un caso che il film sia asiatico).

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About Tommaso Perissi

Scopre la magia del cinema d'autore verso la fine degli anni 90 grazie ad una videoteca vicino alla stazione di santa maria novella che offre titoli ancora in vhs...poi frequenta saltuariamente vari cineforum in giro per la città

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