Tre veterani del cinema agli Oscar 2018
Steven Spielberg, Ridley Scott e Clint Eastwood si contenderanno l’ambita statuetta agli Oscar 2018 presentando dei progetti aventi come denominatore comune non solo l’aspirazione di raccontare fatti realmente accaduti, ma di portare sullo schermo alcuni dei momenti più salienti e delicati della nostra contemporaneità.
Spielberg, Eastwood e Scott, ormai icone indiscusse del grande schermo, hanno dimostrato ancora una volta di essere in grado di concepire progetti grandiosi, partendo dalla scelta della sceneggiatura, al lavoro di pre-produzione e d’esecuzione. Con questi presupposti, è difficile non avere grandi aspettative per gli Oscar 2018.
The Papers di Steven Spielberg

All the Money in the World di Ridley Scott

La notizia della futura uscita di All The Money in the World è arrivata unicamente il mese scorso quando la Sony ha dichiarato come data di distribuzione l’8 dicembre, sperando di poter portare Scott al suo primo Oscar.
The 15:17 to Paris di Clint Eastwood
Già questo confronto lascerebbe senza fiato, ma alcune voci parlano dell’aggiunta di un terzo candidato all’ultimo minuto, e, considerato il candidato, non sarebbe una sorpresa. Clint Eastwood è infatti ben noto per la scelta strategica delle tempistiche. Ricordiamo il caso di Million Dollar Baby, distribuito nell’estate del 2004 rovinando la stagione a The Aviator di Martin Scorsese. Un altro episodio risale al 2006 quando Lettere da Iwo Jima uscì praticamente in concomitanza con Flags of Our Father.

Gli studios di Burbank hanno già un contendente agli Oscar 2018 con Dunkirk di Christopher Nolan, e nutrono molte speranze Wonder Woman di Patty Jenkins. Ma Eastwood potrebbe offrire qualcosa di più. Si dice infatti che vi sia un’inusuale grandiosità in questo progetto: Variety ha riportato il mese scorso che il regista ha preso la decisione di inserire nel cast i veri eroi della vicenda, ovvero i soldati americani Anthony Sadler, Alek Skarlatos, e Spencer Stone per interpretare loro stessi nel film. Sono trascorsi due anni da quando Sadler, Skarlatos, e Stone hanno sparato a Ayoub El-Khazzani sul treno che collegava le capitali europee, sventando un potenziale massacro. È una storia che, per ovvie ragioni, avrà un’inevitabilmente forte risonanza sul clima moderno; impossibile infatti non chiedersi quali saranno le scelte registiche di Eastwood, considerando che il realizzatore ha da poco supportato con fervore Trump nella sua campagna presidenziale.
Fonte: Variety
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