La seconda vita di Anders Hill è un film targato Netflix realizzato da Nicole Holofcener, disponibile a partire dal 14 settembre. Presentato al Toronto Film Festival nel settembre di quest’anno, ha come protagonisti Ben Mendelsohn, Edie Falco e Thomas Mann.
La seconda vita di Anders Hill – Sinossi

La seconda vita di Anders Hill – Le nostre impressioni
La seconda vita di Anders Hill, adattamento dell’omonimo romanzo di Ted Thompson, affronta il classico topos del “nuovo inizio”. La seconda vita, che spesso si fa spazio in conseguenza di scelte drastiche, porta sempre con sé una miscela dolce e amara, tesa tra il nuovo che avanza ed il vecchio (spesso traumatico) che persiste. Le due vite del protagonista sono scisse in maniera fin troppo manichea ed ingenua: da un lato l’inconsistenza della vita dell’operatore dell’alta finanza americana; dall’altro quella dell’uomo nuovo, che tenta di barcamenarsi tra difficoltà, rimorsi, tardive prese di coscienza e dolorose consapevolezze. Il tutto, condito con una certa dose di immaturità di Anders, padre e marito non certo irreprensibile.

Quello che non convince, ne La seconda vita di Anders Hill, è il doppio tono del racconto. L’impostazione della prima parte assume i connotati della commedia, con non pochi spunti umoristici: fin qui, è facile immedesimarsi nella finzione e sorridere – amaramente – dei comportamenti di Anders, dei suoi imbarazzi, delle sue incapacità. Nella seconda parte del film, tuttavia, il tono diventa chiaramente drammatico, con venature introspettive e moralistiche che fanno ricredere lo spettatore sulla valenza di quanto ha visto in precedenza. Le scelte registiche sono sempre lecite, ovviamente, ma a nostro avviso è altrettanto acclarato che il giudizio sui comportamenti dei personaggi cambi a seconda del registro che il narratore decide di adottare. Tutta l’immedesimazione e l’empatia possibili non possono esimerci dall’etichettare bruscamente, e giustamente, come assurdi i comportamenti del protagonista, che riesce nella non facile impresa di fallire anche nella più semplice delle situazioni.

Ben Mendelsohn e Thomas Mann sono quasi sempre in parte, ma le loro interpretazioni non vanno mai oltre lo svolgimento diligente del compito che viene loro assegnato. Per un film che lascia ampio spazio ai toni drammatici, una maggior espressività certo avrebbe giovato ad una trama che non offre mai spunti o sviluppi clamorosi. Edie Falco è invece ingiudicabile: pochissime le scene nelle quali è coinvolta, ancor meno quelle nelle quali il suo personaggio può offrire linfa vitale alla storia.
Canonica, infine, la sceneggiatura e la fotografia. Nulla di trascendentale, ovviamente. Ma a volte anche l’assoluta normalità non guasta.
La seconda vita di Anders Hill
Valutazione globale - 5
5
Canonico ma a tratti irritante
La seconda vita di Anders Hill – Giudizio in sintesi

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