Il sacrificio del cervo sacro (The Killing of a Sacred Deer) è il nuovo film di Yorgos Lanthimos con Colin Farrell, Nicole Kidman e Barry Keoghan, presentato nel 2017 al Festival di Cannes, dove si è aggiudicato il premio per la miglior sceneggiatura.
Il sacrificio del cervo sacro: sinossi

Il sacrificio del cervo sacro: le nostre impressioni

A trasmettere un crescente senso di angoscia, senza che la reale causa di questo sentimento venga subito svelata, contribuisce una coraggiosa colonna sonora che unisce la musica elettronica a quella classica. Si noti che tra le scelte musicali rientra anche il nome di György Ligeti, musicista scelto anche da Stanley Kubrick per Shining e Eyes Wide Shut, le cui atmosfere inquietanti, misteriose e sempre più claustrofobiche si ritrovano anche il film di Lanthimos. Si aggiungono inoltre la compositrice Sofia Gubaidolina, le cui musiche elettroniche non fanno che accrescere quell’enigmatica oppressione che pervade ogni sequenza del film, e i brani Stabat Mater di Franz Schubert e Passione secondo San Giovanni di Johann Sebastian Bach a commentare rispettivamente l’apertura e la chiusura del film con toni solenni che risuonano nel senso di ineluttabilità che pervade il film.
In questo complesso sistema di riferimenti, Lanthimos non rinuncia nemmeno alle sue origini, organizzando la materia del suo film attorno all’importante rimando alla tragedia euripidea, Ifigenìa in Àulide, fin dal titolo, ma con una sostanziale differenza: non vi è alcun intervento di un deus ex machina in grado di ribaltare l’esito della vicenda, tutto è terreno, fin troppo, come la legge del taglione. Eppure l’atmosfera della tragedia viene costruita con grande attenzione: quella famiglia apparentemente perfetta comincia a sgretolarsi suo malgrado, nonostante lo stile di vita impeccabile che viene seguito da tutti i suoi componenti, nonostante le buone intenzioni e le parole cortesi, nonostante l’apparente altruismo e l’ospitalità.

Non casualmente la recitazione è scarna, composta, sfuggente. L’armonia perturbante che viene ricreata dall’intero cast mostra un lavoro davvero accurato sulla sottrazione, sulla mancanza di comunicabilità, sull’assenza di un reale dialogo, su sguardi spersi nel vuoto, su espressioni che sembrano voler comunicare qualcosa che non viene mai realmente spiegato. Forse perché non esiste una vera spiegazione, forse perché non esiste una vera colpa finché il colpevole non si riconosce come tale. Ma ogni azione, specialmente se violenta o mortale ha delle conseguenze, come ci insegna la mitologia e la letteratura greca già prima della tradizione cristiana.
Il sacrificio del cervo sacro
valutazione globale - 7.5
7.5
disturbante
Il sacrificio del cervo sacro: giudizio in sintesi

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