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Una scena di Copia originale

Copia Originale: recensione del film con Melissa McCarthy

Acclamato dalla critica mondiale, è arrivato nelle sale italiane questo weekend Copia Originale, film di Marielle Heller, basato sulle memorie della scrittrice Lee Israel, scomparsa nel 2014. A vestire i panni della scrittrice è la comica Melissa McCarthy, che, grazie ad un’interpretazione diversa dai suoi standard, ha ottenuto la sua seconda nomination agli Oscar, la prima come Miglior attrice protagonista. Oltre alla nomination della McCarthy, il film ha ottenuto altre due nomination, una per la sceneggiatura, già premiata ai WGA.

Copia Originale: la sinossi

Una scena di Copia originale

Lee Israel è una biografa di scarso successo e con un pessimo carattere. Sola, licenziata, al verde e con un gatto malato, decide, disperata, di guadagnare vendendo lettere contraffatte di celebrità decedute. La vita di Lee sembra risollevarsi, grazie anche all’amicizia con l’eccentrico Jack e l’incontro con la dolce Anna, ma nascono i primi sospetti che porteranno anche l’FBI ad indagare su questa truffa.

Copia Originale: le nostre impressioni

Il film di Marianne Heller è una boccata d’aria fresca. Come lo straordinario Tonya di Craig Gillespie, il film ha la capacità di raccontare una storia difficile, di un antieroe, senza mai cadere nel pietismo, nella compassione o nel perdono dovuto.

La scrittura del film è elegante e raffinata. Il racconto è lineare ma mai banale, scava dentro ogni aspetto della figura di Lee Israel, dando allo spettatore tutti gli elementi per poter “giudicare” e comprendere le decisioni della protagonista.

Una scena di Copia originale

Supportato da dialoghi brillanti e dalla mattatrice McCarthy, il film non cade mai nel già visto, nei classici clichè dell’eroe che sbaglia per necessità, ma, sin dalle prime battute, ti guida quasi a disprezzare l’arroganza e la misantropia della protagonista, ma allo stesso tempo a comprendere il suo brutto carattere come protezione e barriera per affrontare la vita. Queste barriere riescono anche a crollare e a mostrare un velo di dolcezza nell’incontro con la timida Anna, che riesce ad intravedere in Lee qualcosa di diverso dal suo aspetto sgradevole e dal suo carattere aspro e pungente.

Nota a parte merita il suo rapporto con Jack Hock, l’eccentrico amico. Jack è un cocainomane, omosessuale e cleptomane che Lee rincontra in un bar dopo molti anni. L’esuberanza di Jack cozza con la ruvida Lee, ma l’apparente reciproco disprezzo cela un’affinità e una condivisione. Entrambi affrontano la vita a loro modo, senza delicatezza, come palle demolitrici, per proteggersi.

Una scena di Copia originale

Un aspetto che mi ha molto colpito dell’opera della Heller è il racconto psicologico dietro la storia principale. Quello che vediamo dietro la truffa e da ogni singolo atteggiamento della protagonista – o dello stesso Jack – è un forte senso di solitudine. Anche nelle scene corali, i due personaggi sembrano chiusi nel proprio io, trasudando la loro condizione solitaria, una condizione che in parte cercano e gradiscono ma che nel profondo li affligge. Questo aspetto viene, a mio parere, accentuato dalla colonna sonora intima e jazz.

Questo racconto, ovviamente, non sarebbe possibile senza due interpreti eccezionali. Melissa McCarthy si libera dal suo essere macchietta e regala una performance intensa, pungente, intima, naturale, senza gigioneggiare. Richard E. Grant, nominato come Migliore Attore non Protagonista, regala forse la sua migliore performance della carriera, ricca di sfumature, profondità e colori, degna di esser premiata dall’Academy.

 

Copia Originale

valutazione globale - 7.5

7.5

Elegante ed intimo, valorizzato da due splendide performance

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Copia Originale: commento in sintesi

Una scena di Copia originale

Il film di Marianne Heller, come Tonya, ha la capacità di raccontare una vita difficile senza cadere in particolari clichè o pietismi. L’opera risulta brillante, ben scritta, lineare. Riesce a “consegnare” allo spettatore tutti gli elementi necessari per comprendere fino in fondo la psicologia dei vari personaggi. Dietro il racconto, però, c’è un’analisi della solitudine che vivono costantemente i due protagonisti, che rende il film ancor più affascinante. Ovviamente il film è reso ancor più ricco e completo dalle due splendide interpretazioni della McCarthy e Grant, entrambi nominati agli Oscar per queste performance.

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