Attenzione: la seguente recensione contiene diversi spoiler sul finale di Westworld
Siamo così arrivati alla conclusione della prima stagione di Westworld e che stagione, imprevedibile, potente, sconvolgente, ci ha lasciato senza fiato, ci ha stupiti di continuo e ci ha lanciato mille ami per farci pensare, costruendo una successione di metafore che richiedevano molta attenzione ma davano grandissima soddisfazione, alla fine.
Westworld, dell’androide e dell’uomo

Ci troviamo di fronte ad una serie che continua a ballare sull’orlo di due universi, passando con estrema facilità da uno all’altro, perché gli universi si specchiano l’uno nell’altro, perché la ricerca interiore dell’essere umano si rivede nella ricerca di comprensione di se e della coscienza dell’androide, perché la manipolazione ha molti versi, non si sa mai chi sta manipolando chi, uomo su uomo, uomo su androide, androide su androide. Siamo di fronte al libero arbitrio o a manipolazione? Dove finisce uno e inizia l’altra?

Il dolore e il sangue sono passaggi fondamentali, perché nella strage si da il via ad una nuova vita, nel sangue e tramite il sangue nasce una nuova società, una nuova coscienza collettiva, la libertà di chi finalmente sa chi è.
Le infinite sciarade di Westworld

I tempi, i luoghi e le persone sono solamente giochi di luce, inganni della memoria, ombre del passato che ritornano inquietanti e oscurano la visuale, fino a nasconderci la verità, perché la sempiterna uguaglianza a se stessi degli androidi, come la continua ripetizione, rimuovono ogni connotazione temporale, ma la verità, passo passo, si rivela, le ombre tornano al loro posto, il presente prende nuovamente il sopravvento, le persone tornano a combaciare coi nomi, le immagini sovrapposte svaniscono e ci rivelano le immagini reali.

Westworld, un capolavoro di regia e recitazione
Due ultime parole le meritano anche la recitazione e la parte tecnica. Di livello assoluto, sia la prima che la seconda. Un Anthony Hopkins in uno stato di grazia che non si vedeva da anni, una Evan Rachel Wood che riesce a dar vita a più personaggi in uno con un intensità incredibile, una Thandie Newton che sprizza carisma da ogni poro, Jeffrey Wright, James Marsden e soprattutto Ed Harris che convincono ad ogni apparizione.

La prima stagione è quindi finita, portando a mio giudizio a compimento archi narrativi che non richiedono ulteriori approfondimenti, e ora l’attenzione è tutta rivolta a quanto Westworld sarà in grado di cambiare pelle nella prossima stagione, perché questo cambiamento è assolutamente necessario, perché per continuare a stupire, bisogna assolutamente rinnovarsi.
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Westworld
Sceneggiatura
Regia e fotografia
Recitazione
Magnifico
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Una delle opinioni meglio esposte su questa serie, complimenti e non solo perché mi trovo d’accordo con essa ma perché riassume bene i motivi della bellezza di questa serie. Spiace solo per chi non l’ha compresa.
Grazie Cate, mi fa piacere il tuo gradimento 🙂