- scheda e trailer
- recensione
DATA DI USCITA: 9 febbraio 2017
GENERE: Commedia
REGIA: Peter Brosens, Jessica Woodworth
PAESI: Belgio, Paesi Bassi, Bulgaria
CAST: Peter Van den Begin, Lucie Debay, Titus De Voogdt
SINOSSI:
Re Nicolas III è una persona sola, che ha la netta sensazione di vivere una vita non sua. Insieme a un regista inglese, Duncan Lloyd, incaricato dal Palazzo di ravvivare l’alquanto ingrigita immagine della monarchia, parte per una visita di Stato a Istanbul. Proprio nel mezzo del soggiorno in Turchia arriva la notizia che la Vallonia, la parte meridionale del Belgio, ha dichiarato l’indipendenza…
Un re allo sbando, trama

Un re allo sbando, i personaggi
E così il film diventa un road movie, in cui la destinazione conta meno del viaggio stesso. Un’Odissea moderna nella cornice folkloristica dei Balcani, dove le persone stravaganti che i viaggiatori incontrano, arricchiscono le loro vite, i loro rapporti, e la visione del mondo. La figura gigantesca e imbalsamata di Sua Maestà (Peter Van den Begin) contrasta con i movimenti frenetici della sua squadra. Ludovic Moreau, il protocol manager (Bruno Georis), che non lascia nulla al caso; l’addetta alla comunicazione Louise Vancraeyenest (Lucie Debay) sempre in tacchi e tailleur anche nel bel mezzo della campagna Bulgara; ed infine il valletto Carlos de Vos (Titus de Voogt) che non crede nella monarchia, ma che diventa il confidente di Nicolas III. Il regista Duncan Lloyd (Pieter van der Houwen) è la voce narrante e l’occhio indiscreto che ne catturano i momenti più grotteschi e puri.
Un re allo sbando: un mockdocumentary

Un Re che ritrova il sorriso
Assistiamo alla rinascita un re dal peso delle barriere del protocollo e il rivelarsi in un essere malinconico e pieno di tenerezza. Le vicende di un Re-burattino che, recisi i fili che lo legano agli obblighi del Potere, diventa umano e pieno di grazia. Un re allo sbando, sulle note del “Bolero” di Ravel e “L’inno alla gioia” di Beethoven (cantato rigorosamente in bulgaro), riesce a fornire un racconto stravagante ma molto coinvolgente, grottesco e poetico al tempo stesso. Brossens e Woodworth regalano tuttavia momenti di grande regia con rare ma sublimi inquadrature alla Kusturica. L’impasse del Sovrano ritrae la crisi d’identità del vecchio continente il cui vacillante primato politico in EU si scontra tra i drammi recenti dell’Europa Orientale.
Un film che ti conquista!

Se anche voi come me vi siete stancati dei film “pettinati”, le costose produzioni candidate a questo e quello…e se La La Land vi ha fatto cariare i denti, questo film vi farà innamorare!
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Un re allo sbando
valutazione globale
grottesco e geniale
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