The other side of the wind, ultima, travagliatissima opera del grande Orson Welles, è stato distribuito da Netflix a partire dal 2 novembre. Ultimata nel 2018, dopo oltre quarant’anni dall’ultimo ciak, la pellicola con protagonisti John Huston, Oja Kodar e Peter Bogdanovich, è stata presentata alla settantacinquesima Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Fuori Concorso.
The other side of the wind: la sinossi

The other side of the wind: le nostre impressioni
The other side of the wind avrebbe dovuto essere il film-testamento di Orson Welles. Realizzato a più riprese nella prima metà degli anni Settanta, ma mai ultimato a causa dei soliti rapporti conflittuali con la produzione, il film si presenta come un’opera stratificata altamente complessa. Sfruttando l’espediente narrativo di un film nel film, Welles propone essenzialmente una riflessione autobiografica.

The other side of the wind è anche una riflessione metacinematografica sofisticata, nella quale Orson Welles parla della sua autentica idea di regia, idealisticamente anarchica ed anche un po’ intellettuale. Dove i personaggi interpretano precise tendenze cinematografiche nascenti o imperanti nel panorama mondiale della settima arte intorno agli anni ‘70. Il film è anche lo strumento per mezzo del quale l’artista si interroga sul rapporto tra opera, interprete e regista, innestando persino tematiche non troppo velatamente omosessuali. Il tutto, condito con un costante pessimismo, mai soffocante ma anzi, spesso, dissacrante.

Lo spettatore si perde presto nei meandri di dialoghi serrati, di immagini affascinanti e polivalenti, e di un rapporto – quello tra regista ed attore protagonista – che apre le porte a riflessioni molto più complesse della semplice relazione tra ideatore ed esecutore di un copione. Cos’è John Dale, il protagonista che fugge dal set? Un amante? Un simbolo di personali convinzioni di Welles ai limiti del metafisico? O, semplicemente, la personificazione di amare riflessioni circa il potere di una macchina da presa, in grado di reificare e distruggere chi finisce all’interno delle inquadrature?

Grande prova del compianto John Huston, sempre perfettamente in parte nei panni di un regista tenace ma ormai sul viale del tramonto. Ingiudicabili, invece, tutti gli altri interpreti, meri comprimari e, in un certo senso, vittime di un film girato a ritmi a tratti difficilmente sostenibili.
The other side of the wind
valutazione globale - 7
7
«L'arte è una menzogna che fa comprendere la realtà» - Orson Welles
The other side of the wind: giudizio in sintesi

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