Il ritorno Stranger Things 2 è stato senza ombra di dubbio uno dei più attesi di sempre. La piattaforma Netflix ha rilasciato i 9 episodi che compongono il secondo capitolo della serie TV venerdì, per la gioia di noi spettatori che, bersagliati per mesi e mesi da una campagna pubblicitaria costante e consistente, non vedevamo l’ora di vedere il prodotto finito.
Stranger Things 2: la sinossi
Gli eventi di questa seconda stagione hanno luogo circa un anno dopo quelli della prima, più precisamente in una delle settimane più pittoresche della tradizione americana, quella di Halloween. La vita dei nostri protagonisti scorre più o meno normalmente, anche se per alcuni di loro non è facile: Mike non riesce a darsi pace per la scomparsa di Eleven, Nancy è tormentata dal senso di colpa per la morte di Barb, di cui non può parlare con nessuno. 
Stranger Things 2: perché SI
Recensione a cura di Ilaria Coppini
Alla luce della prima stagione di Stranger Things, sembrava difficile poter creare un prodotto all’altezza delle aspettative. Ma invece i fratelli Duffer ci sono riusciti, eccome se ci sono riusciti. La storia si sviluppa chiaramente senza che venga tralasciato qualcosa, senza mai annoiare o far pensare ‘oddio spero che finisca presto’. 
L’efficacia dell’effetto nostalgia anni Ottanta

Il mostro-leviatano del Sottosopra: un’ombra incombente su Hawkins
Grande cattivo di questa stagione di Stranger Things è una creatura gigantesca dalle lunghe e diramate zampe, che incombe come una minaccia interdimensionale sulla cittadina di Hawkins. Il nemico sembra più pericoloso che mai, ora che ha trovato in Will un alleato-spia per portare avanti la sua missione di distruzione e sottomissione del genere umano. Sembra chiaro che i fratelli Duffer abbiano usato come ispirazione il temibile leviatano di H. P. Lovecraft, aggiungendo un tocco di mistero in più. L’esercito delle creature, invece, risulta essere uno degli elementi meno convincenti della stagione: dopo esserci spaventati davanti al Demogorgone della prima stagione, ci aspettavamo che il mega mostro leviatano di Stranger Things 2 annoverasse tra le sue fila mostri ben più temibili e variegati. Beh, di certo i demo-cani, definiti così da Dustin, non sono piacevoli alla vista, ma il vederli mangiare torroncino distrugge l’effetto horror.

Voto: 8,5
Stranger Things 2: perché NI
Recensione a cura di Andrea Sartor
Il mio giudizio su questa seconda stagione di Stranger Things non può essere sicuramente un no, perché lo show è scorrevole, anche se nei primi episodi gira un po’ troppo attorno a se stesso, e riesce a raccontare allo spettatore una storia che intrattiene, però l’ho trovato sotto il livello della prima stagione, per una semplicissima ragione (pur essendocene altre): è tutto troppo simile a quanto già raccontato, non c’è sviluppo né rischio, si vuole cercare un successo facile facendo contenti i propri fan, ma senza veramente metterci dello sforzo a creare qualcosa di nuovo.
La scarsa inventiva di questa seconda stagione

Sembrano, anzi, più studiate per soddisfare una richiesta, quella dei fan più accaniti che hanno amato ogni dettaglio della prima stagione e vogliono rivederlo ancora e vogliono che i loro beniamini facciano esattamente quello che fanno. Insomma, non una sceneggiatura ma un fan service.
Lo sviluppo approssimativo di personaggi e situazioni
I personaggi e le situazioni sono incredibilmente stereotipati, dalla madre apprensiva ma coraggiosa, al poliziotto burbero ma buono, dal ragazzo simpatico e un po’ pazzerello, a quello più serio e riflessivo, fino a situazioni che, sfiorando il comico involontario, vengono addirittura descritte all’interno dello stesso show. 
Le linee narrative che invece vengono aggiunte, sono, due su tre, abbastanza inutili. Il fratello di Max e la sorella di Eleven non hanno nessuna utilità pratica ai fini della trama, se non la seconda cambiare il look di Eleven e farla apparire badass come tutti i suoi fan sognavano (e troniamo al fanservice). Quella con un briciolo di spessore in più è quella di Sean Astin, il cui personaggio è (finalmente) una boccata d’aria fresca per questa seconda stagione, pur essendo, anche lui, estremamente bidimensionale (ex secchione, che ora sta con la bella del paese, buono e gentile ma che si sacrificherà con coraggio).
La stessa trama pur presentando qui e lì dei vistosi buchi di sceneggiatura, come ad esempio il fatto che l’unico demo-dog che arriva a bloccare la fuga dei nostri eroi sia guardacaso Dart (gli altri hanno trovato traffico?) o che ad Hawkins nessuno si accorga mai di nulla, come dicevo all’inizio è comunque scorrevole e, se preso come puro intrattenimento, un po’ scontato, un po’ scolastico, questa serie si fa guardare piacevolmente, senza troppe pretese.
Voto: 6
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Andrea Sartor la penso esattamente come te, doveva essere più “dark”, più spaventosa, più tutto invece è solo un “more of the same”. Fino al 5 episodio di una lentezza terrificante, personaggi banalissimi e prevedibili dai destini scontati. Dal 5 episodio tutto scorre troppo velocemente per arrivare ad una conclusione coi pochi episodi a disposizione. Altri personaggi lasciati in sospeso per la terza stagione. Un vero peccato.
Giobuc, grazie, sì, sicuramente la cosa che fa più “male” è il potenziale sprecato, che io tempo sia stato annacquato per piacere ad un pubblico più ampio possibile, cambiando veramente il meno possibile perché “c’è andata bene una volta, perché rischiare”