Arriva su Netflix Re:mind, un nuovo thriller giapponese, una storia a cavallo tra horror e mystery che richiama le ambientazioni alla Saw, con protagoniste un gruppo di liceali giapponesi e promette molto gore e urla sconsiderate.
Re:mind, il pilot – sinossi

Questo il prologo di questo thriller macabro che ha molti echi di storie dell’orrore classiche e di film horror moderni mischiati con relativa sapienza.
Re:mind, il pilot – le nostre impressioni
L’introduzione in un racconto misterioso in cui non si sa dove si andrà a parare non è tutto, ma è sicuramente molto.

Re:mind ci riesce? Non del tutto, dobbiamo dire. C’è qualcosa di buono in questa narrazione, ossia il senso di spaesamento che proviamo come spettatori nel trovarci in media res, senza nessuna bussola per orientarci, ad assistere ad una situazione di stallo apparentemente senza via d’uscita e specialmente nel trovarci a chiedersi cosa stia realmente succedendo, però, d’altro canto ci troviamo a sperimentare anche un certo senso di già visto.

La meccanica dell’evoluzione della storia, inoltre, in questi primi due episodi tende un po’ a trascinarsi tra ripetizioni, tempi morti ed eccessi di overacting e urla insensate (ok, per queste ultime cose se guardiamo un horror giapponese dobbiamo metterci l’animo in pace) e soprattutto sembra molto lineare e prevedibile. Certo, come detto all’inizio, siamo all’introduzione e una meccanica più semplice inserita in un contesto in cui non ci sono spiegazioni aiuta lo spettatore a trovare maggiori punti di riferimento, ma necessariamente la serie ora deve cambiare passo. Un buon seme sembra essere stato piantato e speriamo che possa germogliare in fretta: si inizia a notare una certa animosità tra le protagoniste che potrebbe sfociare, ci auguriamo, in un ognuno per sé e tutti contro tutti, in una Battle Royale che finalmente potrebbe scaldarci il cuore.
Onesto ma poco di più Re:mind - pilot
Valutazione globale - 6
6
Re:mind, il pilot – un giudizio in sintesi
Re:mind parte da uno spunto narrativo buono e gestito bene come incipit, ma non sembra sicuramente brillare per originalità.

Chiaramente ha delle potenzialità e grazie alla breve durata degli episodi merita un maggiore approfondimento per capire se il prodotto sia più o meno valido.
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continua un po’ così come è iniziato. Sembra sempre che debba succedere chissà che cosa, le ragazze spariscono ogni tanto, la saputella ha intuizioni improvvise e incredibili che servono a mandare avanti la storia. L’etica scolastica, l’umorismo nero, il sarcasmo, i valori morali del Giappone sono così lontani dai nostri che la serie risulta a tratti comica, a tratti ridicola, spesso noiosa… sicuramente più adatta ad un pubblico giovanissimo.
Si, alla fine l’ho pensato anch’io, si può tirare fuori di meglio dal Giappone, a volte questa cade purtroppo in un compitino scialbo…