La prima (e unica?) stagione di Erased si è rivelato un buon tentativo, con degli spunti interessanti ma sviluppato a metà dalla coproduzione tra Netflix e la giapponese Kansai TV, con una stagione sostanzialmente di breve durata (6 ore scarse) ma interessante solo a tratti.
Erased, prima stagione: sinossi

Erased, prima stagione: le nostre impressioni
Ad inizio stagione, nei primi episodi, Erased sembrava puntare molto sulla componente fantascentifica, con questa possibilità data al protagonista di saltare avanti e indietro nel tempo, ma poi questa particolarità della storia si è andata via via spegnendo, accantonando praticamente la prima linea temporale che è diventata a tutti gli effetti solo una “causa scatenante” ma con relativo influsso sul resto della narrazione, se non per minimi flash per Satoru.

Le scelte narrative, inoltre, creano due tipologie di serie molto differenti, mentre la prima, sicuramente più riuscita, è una cosa che è molto in voga ultimamente, ossia una sorta di revival anni 80 con ragazzini protagonisti (Stranger Thinng, misto a Goonies, misto a manga giapponesi a caso), la seconda parte assomiglia molto di più ad un La Signora in Giallo in salsa nipponica, con tanto di stratagemma finale alla “dobbiamo far confessare il cattivo”.

Erased - prima stagione
Valutazione globale - 6
6
Si perde per strada
Erased, prima stagione: un giudizio in sintesi

Lo show vive una sua evoluzione particolare, quindi: affascina all’inizio, intriga e intrattiene nella parte centrale, si perde nel finale in cui si continua a guardarlo giusto per vedere come si conclude, ma niente di più, anzi, lasciando la sensazione che vedere una stagione di Erased va bene, due già diventerebbero troppe.
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