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Catherine Deneuve in Adieu à la nuit

André Techiné torna alla Berilnale con Adieu à la nuit

Dopo la presentazione di Quand on a 17 ans nel 2016, André Techiné torna alla Berlinale con alcuni dei suoi attori feticci, l’inscalfibile Catherine Deneuve e il giovane Kacey Mottet Klein, protagonisti del dramma Adieu à la nuit, film in concorso nella sezione Competition.

Adieu à la nuit: sinossi

Una scena di Adieu à la nuit

Nella sua casa di campagna, incorporata nel maneggio, allevamento e terreno che gestisce, Muriel accoglie suo nipote Alex, dopo tanto tempo che non si vedono. Da lei viene a dare una mano con le pulizie Lila, ragazza di Alex e prima ancora amica d’infanzia. Siamo nel 2015, tra gli attentati a Charlie Ebdo e al Bataclan. Durante il soggiorno campagnolo però Muriel scoprirà che Alex è diventato musulmano, dopo essere stato convinto da Lila, ma non sospetta inizialmente dei suoi progetti ben più radicali.

Adieu à la nuit: le nostre impressioni

Una scena di Adieu à la nuit

La campagna francese in tutto il suo splendore primaverile fa da cornice ad un dramma familiare dalle tematiche attuali ed aiuta sicuramente a gestire in modo meno impegnativo la storia che viene raccontata. Muriel è una donna che vive da sola, ma sempre circondata da persone e animali, vive a contatto costante con la natura, seguendo i suoi ritmi. È un personaggio che una intramontabile Catherine Deneuve dalle infinite risorse riesce ad interpretare senza troppi sforzi, calandosi in una sua versione campagnola. Il suo modo di parlare prorompente ben si addice al ruolo che interpreta, anche se la prova attoriale non mostra particolari picchi interpretativi.

Co-protagonista anch’esso calato nella parte bene, ma non di più, è il personaggio del nipote di Muriel, Alex, che incarna una delle tante problematiche sociali che lo stato francese sta conoscendo in questi ultimi anni. Sempre più spesso, tanti giovani francesi si convertono alla religione musulmana, assumendo un atteggiamento radicale e violento. E, come viene ben mostrato nel film, tale scelta non viene influenzata necessariamente da un eclatante disagio economico e sociale o dal fatto che le persone vivano in un contesto familiare ostile. Vero, Alex ha perso la madre e ha un padre più assente che altro, ma può contare sull’affetto di una nonna affettuosa e premurosa, nei confronti della quale però si mostra molto poco riconoscente e Lila ha un lavoro che le permette di mantenersi ed è a contatto con persone tendenzialmente gentili. Basta quindi un risentimento, una fragilità per lasciarsi convincere che l’unica via da percorrere davvero sia quella più radicale, quella del fanatismo religioso, della guerra di religione per dare un senso alla propria vita apparentemente priva di significato o scopo.

Una scena di Adieu à la nuit

È interessante anche come venga affrontato l’argomento, come venga sottolineata l’importanza terribilmente fondamentale che internet ha all’interno di questo fenomeno di conversione religiosa radicale: vediamo quindi Alex cercare in modo ossessivo segnale per poter comunicare con la cerchia di persone con cui condivide i suoi nuovi ideali religiosi, ragazzi che si informano su internet, si parlano, si organizzano, fanno persino apologia del terrorismo sui social. Tutto è normale per loro, quello è il medium prediletto per approfondire la propria fede e per condurre avanti, ognuno, la propria jihad.

Tuttavia, a parte l’aspetto di denuncia sociale e di approfondimento di alcuni aspetti della problematica centrale del film, il lavoro di Techiné non spicca particolarmente nel suo complesso. La visione del film è accessibile senza sforzi, ma resta un prodotto senza infamia e senza lode in cui nemmeno la scena potenzialmente suggestiva e metaforica dell’eclissi iniziale – simbolo dello sconvolgimento dell’ordine giorno-notte, luce-ombra della vita della protagonista – è in grado di risollevare.

Adieu à la nuit

valutazione globale - 6

6

Un film di importante denuncia sociale molto attuale ma poco incisivo

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Adieu à la nuit: curiosità dal festival

Alla conferenza stampa erano presenti il regista André Techiné, la sceneggiatrice Léa Mysius e gli interpreti Catherine Deneuve, Kacey Mottet Klein e Stéphane Bak.

Una scena di Adieu à la nuit

Techiné ha detto di essersi ispirato più che dai materiali della polizia dalle parole stesse dei racconti di giovani musulmani radicalizzati, dai quali ha costruito i dialoghi di finzione presenti nel film. L’intento era quello di trasmettere specialmente l’idea del grande sacrificio cui sono disposti questi individui, pronti ad immolarsi per la loro causa. Ha sottolineato il ruolo fondamentale che internet ad oggi sta giocando nella diffusione di questa tendenza alla radicalizzazione tra i giovani e la sceneggiatrice Léa Mysius ha raccontato che hanno a loro volta osservato tale fenomeno durante la stesura della sceneggiatura, guardando i commenti e i video violenti che le persone postano senza remore su Facebook.

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