La settimana scorsa è approdata sulla piattaforma Netflix Maniac, miniserie in 10 episodi diretta da Cary Fugunaka e accompagnata da un grande cast, tra cui appaiono i nomi di Emma Stone, Jonah Hill e Justin Theroux. Maniac, serie che risulta essere una miscellanea di elementi appartenenti a generi disparati, si appoggia su una base di nonsense che la rende incomprensibile e affascinante allo stesso tempo.
Maniac: la trama

Maniac: le nostre impressioni

Nei confini sicuri della produzione streaming, Maniac trova il suo posto nel mondo, ammortizzando i rischi di insuccesso e avendo al contempo la possibilità di arrivare ad una diffusione endemica. Insomma, la stranezza peculiare dello show si incasella senza sforzi in una narrazione seriale che regge le aspettative, andando a sfruttare al meglio elementi provenienti da generi distinti, il tutto sostenuto da quel nonsense di fondo che strania nella visione.
Maniac è un prodotto che in linea di massima non è in grado di generare uno schieramento netto nello spettatore, poiché il sottotesto della storia è qualcosa di così straniante, di indefinibile, che lascia stupiti e con un senso di inadeguatezza. Tanto viene spontaneo chiedersi “Mi è piaciuto o no?” tanto quanto è difficile trovare una risposta esaustiva al dubbio. Il continuo scavallare tra realtà plausibile, ma mai definita, e irrealtà, getta il pubblico nello sconforto e al contempo lo attrae, perché si vuole arrivare alla quadratura del cerchio, alla soluzione finale, che ahimè però non si raggiunge mai in Maniac.
Osservando globalmente il prodotto, Maniac è una serie che volutamente non dà una fine chiara e concisa, che si apre a interpretazioni e che, in maniera cosmica e quasi olistica, che giustifica il tutto con una sorta di legame intracellulare e cosmico fra individui, destinati ad essere legati come lo sono Annie ed Owen. La filosofia di fondo, l’idea di questo fil rouge che unisce gli individui è un concetto di certo affascinante ma che non può davvero giustificare ogni evento. Che anche questa mancanza di risposte sia voluta? Maniac non si svela neanche sotto questo punto di vista.

Meno efficace è l’interpretazione di Justin Theroux, eccessivamente caricaturale nei dialoghi, nei gesti, nel personaggio stesso, non arricchendo Maniac di quella componente a tratti trash che avrebbe dovuto, almeno in origine, suscitare risa nello spettatore.
Maniac
Valutazione globale - 7.5
7.5
Visionaria, a tratti incomprensibile, ma affascinante
Maniac: un giudizio in sintesi

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