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La Bella e la Bestia: scheda, trailer e recensione del live action Disney

  • scheda e trailer 
  • recensione 

DATA USCITA: 17 marzo 2017
GENERE: Sentimentale
REGIA: Bill Condon
ATTORI: Emma Watson, Dan Stevens, Luke Evans, Emma Thompson, Kevin Kline, Josh Gad, Ewan McGregor, Ian McKellen, Stanley Tucci, Gugu Mbatha-Raw, Hattie Morahan, Adrian Schiller, Nathan Mack, Henry Garrett
NAZIONALITÁ: Stati Uniti
DURATA: 123′
DISTRIBUITO DA: Walt Disney Pictures

Trama: Belle, giovane, brillante e bellissima, viene fatta prigioniera dalla Bestia e costretta a vivere nel suo castello. Nonostante la paura iniziale, Belle farà amicizia con la magica servitù e imparerà a guardare oltre le apparenze della Bestia scoprendo il Principe che si cela dentro di lui.

La Disney, da qualche anno a questa parte, ha trovato “nuove” galline dalle uova d’oro trasformando i suoi storici capolavori d’animazione in film con attori in carne ed ossa, quel procedimento che in gergo tecnico viene definito live action. Così, dopo i più o meno riusciti Maleficent, Alice in Wonderland, Cenerentola e Il libro della giungla (quest’ultimo un paio di spanne sopra gli altri), la casa di Topolino si cimenta in un altro classico dei suoi: La Bella e la Bestia, la cui versione animata del 1991 fu la prima pellicola di questo genere ad essere candidata come Miglior Film agli Oscar.

La trama di La Bella e la Bestia

La storia, ai più, è arcinota. La giovane e istruita Belle vive insieme al padre in un piccolo villaggio del sud della Francia. Corteggiata di continuo da Gaston, uomo subdolo e meschino, Belle si ritrova in un castello cupo e apparentemente disabitato dove scopre che il padre è stato rapito da una bestia umanoide. Belle si offre prigioniera in scambio del padre. Con il passare dei giorni la giovane scopre che all’interno della Bestia, in queste condizioni per via di una maledizione, c’è un cuore e che solo l’affetto ricambiato potrà spezzare l’incantesimo e far tornare la Bestia un principe.

Un live action quasi del tutto uguale all’originale che difetta di emotività

film del weekendIl regista Bill Condon è fedele sin dalle prime battute all’originale d’animazione. Addirittura alcune scene sono girate tali e quali al film del 1991: stesse inquadrature e stessi dialoghi. A chi piace l’effetto nostalgia non potrà che fargli piacere, mentre chi cerca in un remake una rivisitazione della storia – senza stravolgimenti alla base – con qualche licenza d’inventiva in più potrebbe rimanerne deluso. C’è da dire che nel corso del film qualcosa di originale gli sceneggiatori Chboski e Spiliotpoulos ce l’hanno messa, ma niente che aggiunga alla storia un qualche approfondimento in più, fatto salvo per la figura del padre di Belle (Kevin Kline) qui maggiormente presente rispetto al cartone animato.

In La Bella e la Bestia non c’è niente fuori posto. Tutto è curato fin nei minimi dettagli. Le sontuose scenografie e gli abiti maestosi (niente di più e niente di meno di ciò che si era visto nella Cenerentola di Branagh) si sposano alla perfezione con il copioso uso della computer graphic. Ne è la riprova la straordinaria sequenza del “Stia con noi”, un tripudio di colori e fuochi d’artificio. Ma in tutta questa attenzione al dettaglio e al particolare, a Condon sfugge di mano l’elemento emotivo, una caratteristica riscontrata anche in altri live action Disney. L’essere così fedeli all’originale di certo non ha aiutato in questo senso perché, per forza di cose, si perde per strada l’elemento sorpresa e l’entusiasmo di trovarsi davanti ad una storia capace di far sognare a occhi aperti anche dopo la fine del film.

Un film riuscito a metà

La Bella e la BestiaI valori che stanno alla base dalla storia si ritrovano al completo anche in questo live action, dal concetto di bellezza interiore all’emancipazione della donna. Non è un caso in questo senso la scelta di Emma Watson per interpretare Belle, lei sempre così impegnata a veicolare messaggi sulla parità dei sessi e sul diritto all’istruzione. Esemplare la scena dove Belle viene redarguita da un uomo del villaggio perché sta insegnando a leggere ad una bambina. Stona, invece, la Bestia Dan Stevens (i più lo conoscono per il ruolo di Matthew Crawley in Downton Abbey) in quelle pochissime scene in cui si vede in sembianze umane. La sua presenza come Principe appare impacciata e poco credibile.

In conclusione si può affermare che il live action de La Bella e la Bestia sia riuscito a metà. Complice anche una durata eccessivamente lunga (si viaggia sopra le 2 ore 10) che vede, soprattutto nella parte centrale, più di qualche momento di stanca, il film di Condon doveva lavorare più su l’aspetto emotivo della storia e su una maggiore sensibilità nel costruire il rapporto tra Belle e la Bestia. Troppa freddezza e irruenza, anche nel mostrarci la Bestia per la prima volta, sono elementi che non hanno giocato a suo favore. Dall’altra parte, invece, la Disney potrà continuare a dormire sonni tranquilli perché l’obiettivo di (ri)portare al cinema intere generazioni cresciute con i suoi cartoni (e attirare quelle nuove, cosa non di poco conto per le loro casse) è di nuovo pienamente centrato.

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La Bella e la Bestia

Valutazione globale

Troppa perfezione e poca emozione

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About Daniele Marseglia

Ricordo come se fosse oggi la prima volta che misi piede in una sala cinematografica. Era il 1993, film: Jurrasic Park. Da quel momento non ne sono più uscito. Il cinema è la mia droga.

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