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Inganno

L’inganno: la recensione del film di Sofia Coppola con Nicole Kidman

L’inganno: la sinossi

Virginia 1863. In un bosco che lambisce l’infuriare della guerra di secessione una bambina intenta a cercare funghi si imbatte in un soldato nordista ferito, John (Colin Farrel). Nonostante sia teoricamente un nemico decide di aiutarlo e di sorreggerne il passo claudicante per una ferita alla gamba fino al convitto femminile nel quale risiede. Quella presenza scatenerà dinamiche imprevedibili nella gerarchica e ossequiosa organizzazione che regola la vita delle occupanti, due adulte (Kirsten Dunst e Nicole Kidman) e sei fra bambine e adolescenti (tra cui Elle Fanning).

L’inganno: impressioni sul film

Il nono film di Sofia Coppola è un remake (anche se la regista preferisce definirlo un secondo adattamento), de La notte brava del soldato Jonathan (titolo italiano ma in inglese The Beguilded, 1971), di Don Siegel, basato sul romanzo dello scrittore Thomas P. Cullinan, classificato come southern gothic. Nelle esplicite intenzioni della Coppola il plot rispetto all’originale avrebbe dovuto assumere il punto di vista femminile rispetto a quello maschile della pellicola del 1971. In effetti L’inganno sembra essere una continuazione Ingannodi vicende e tematiche al femminile già all’opera in Marie Antoinette (2006) e Il giardino delle vergini suicide (1999), in un’ipotetica trilogia che si avvale della stessa attrice feticcio, Kirsten Dunst. Le note più belle del film vengono infatti probabilmente dalla Dunst, che con il pallore etereo del suo volto rimarcato dalla perenne bianchezza delle vesti che indossa incarna quella femminilità sognante e impressionistica cara alla Coppola. Fanno pensare all’impressionismo pittorico sia la scelta dei costumi dei personaggi femminili, molto più ricercati di quelli del film di Siegel e più adatti a riverberare la luce, sia le scelte di illuminotecnica. Queste restituiscono toni della fotografia particolarmente tenui e sfumati, specialmente nella rappresentazione del bosco che circonda la tenuta.

Il talento più grande della Coppola sta in come segue il volto della Dunst, ieratico e naive al tempo stesso, nelle diverse stratificazioni del suo ruolo di insegnante in un contesto completamente formalizzato e nei guizzi di spontaneità tra i quali affiora il suo desiderio, sentimentale ed erotico, oppure la sua frustrazione. Il femminismo della regista presenta però anche aspetti critici: c’è la sensazione che vi sia qualcosa di calligrafico in queste figure femminili sempre eleganti, i cui turbamenti sensuali nonché il ribaltamento del buonismo moralizzante nel suo opposto appaiono anestetizzati rispetto al film di Siegel. E’ come se la figlia di Francis Ford Coppola fosse in qualche misura convinta che la forma possa prevalere sulla sostanza, e che l’eleganza della messa in scena e dell’inquadratura, indubbie (come ribadito anche da Colin Farrell in un’intervista), possa coprire i vuoti di una sceneggiatura, specialmente nella prima parte, piatta e lenta. Anche le fasi più tese e concitate del plot sono in qualche modo schematiche e hanno qualcosa di superficiale. Il finale poi interviene a rafforzare l’idea che l’immagine debba contare più del resto, ma è sempre così?

L'inganno

Valutazione globale - 5

5

Una delusione a metà

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L’inganno: curiosità sul film

La villa che ospita il convitto femminile è la Madewood Plantation House (Napoleonville, Louisiana), già location del visual album di Beyoncè Lemonade.

Inganno

C’è stato un grande sforzo nella riproduzione del contesto storico: vari oggetti sono stati danneggiati o rotti per dare l’idea delle difficoltà del contesto di guerra e l’argenteria è stata ossidata per scurirla.

Le attrici si sono sottoposte a lezioni di bon ton e hanno dovuto imparare tutti i dettagli degli usi e costumi dell’epoca oltre a seguire corsi di dizione per mimare l’accento del sud, aspetto in cui spiccava particolarmente la Kidman.

Kirsten Dunst ha rifiutato l’invito della regista ad effettuare una cura dimagrante in quanto stressata dalle sessioni in palestra e le restrizioni alimentari messe in pratica per un altro suo film, Woodshock.

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About Tommaso Perissi

Scopre la magia del cinema d'autore verso la fine degli anni 90 grazie ad una videoteca vicino alla stazione di santa maria novella che offre titoli ancora in vhs...poi frequenta saltuariamente vari cineforum in giro per la città

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