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L'altra metà

L’altra metà: recensione della commedia Netflix

In questo periodo di quarantena, chiusi in casa, con la sala cinematografica lontana come un dolce ricordo, abbiamo tutti consumato grandi quantità di serie tv e film. Tra le novità di quest’ultimo mese su Netflix c’è una rom-com indipendente, L’altra metà, diretta da Alice Wu, regista asiatica, apertamente omosessuale. Nella sua opera seconda la Wu ritrova una protagonista, la timida Ellie Chu, asiatica ed omosessuale, luogo comune dei film della regista. Il film è stato accolto con entusiasmo all’ultimo Tribeca Film Festival.

L’altra metà: la trama

Ellie Chu è una brillante studentessa del liceo di Squahamish. Orfana di madre, vive con il padre, poco incline alla vita sociale e che parla poco la lingua del luogo, in un’umile dimora. Ha grandi sogni, ma per paura di lasciare il padre rinuncia a scappare dal paesino, troppo stretto per il suo genio. Abile nello scrivere relazioni per i compagni di scuola, non ha amici e viene derisa dai bulletti di paese.

Un giorno Paul Munsky, compagno di scuola, giocatore di football molto impacciato, le chiede di scrivere una lettera ad Aster, ragazza bella e gentile. Ellie, segretamente innamorata di Aster, accetta dietro pagamento e inizia un rapporto epistolare con Aster, che crede di parlare di arte e letteratura con Paul. Questo scorrere di eventi porterà i tre ad evolversi e a conoscere più profondamente se stessi e i propri sogni.

L’altra metà: le nostre impressioni

Una scena de L'altra metà

Visto il periodo trascorso e che ancora trascorreremo, un po’ di leggerezza non guasta. Il film di Alice Wu è leggero, scritto con gusto ed intelligenza, mai banale. All’inizio sembra di assistere ad un classico della commedia americana: la ragazza impacciata, l’atleta bello che si innamora della bella e che inizialmente si avvicina solo come amico. Sembra essere la più classica delle commedie romantiche americane. In realtà L’altra metà scava molto più in profondità di una commedia romantica e si trasforma in un coming of age. Il tema amoroso nella seconda metà dell’opera sembra essere solo un semplice sfondo o un qualcosa di utile per spiegare l’evoluzione interiore degli obiettivi dei tre personaggi principali.

Ellie, attraverso il rapporto bizzarro con Paul e l’amore che sviluppa nei confronti di Aster, inizia a scoprirsi, inizia a comprendere la sua sessualità, il suo sentire, ma conosce anche per la prima volta l’amicizia, capisce di dover ascoltare i propri sogni e quella voce interiore che vuole scappare dal piccolo paesino, dove per tutti sei invisibile. Il rapporto tra Ellie e Paul è la vera forza del film. E’ strano, ma tenero e, per quanto possa sembrare paradossale, riesce a trasmettere una grande verità.

Una scena de L'altra metà

Senza distaccarsi dal fulcro dell’opera, la Wu affronta tematiche importanti della nostra generazione, come i pregiudizi religiosi verso la diversità, il bigottismo provinciale e le disparità socio-economiche. In questo, forse, la Wu ha esagerato forse a caricare l’opera di messaggi sociali, ma si perdona per l’estrema leggerezza, non superficialità, con cui vengono inseriti all’interno dell’opera. Valido nella scrittura e nel racconto, il film delude con un finale prevedibile, ma anche superficiale e leggermente arrangiato.

L’opera della Wu può essere agevolmente inquadrata tra le rom-com di stampo indie. I personaggi ricadono abbastanza in dei clichè classici: la protagonista non è la ragazza newyorkese bella e alla moda, ma una ragazza timida e non particolarmente carina, la bella è anche simpatica, dolce e spesso incompresa nella sua interiorità e il protagonista maschile non è il Don Giovanni di turno, ma l’atleta fessacchiotto della porta accanto. Gli interpreti, per quanto sconosciuti, funzionano.

Non si urla al capolavoro, ma sicuramente è una boccata d’aria fresca, un film che piacevolmente si lascia guardare ed apprezzare.

L'altra metà

Valutazione globale - 6.5

6.5

Una rom-com indie leggera ma intelligente

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L’altra metà: un giudizio in sintesi

Alice Wu sorprende con la sua opera seconda, regalando una commedia leggera ed intelligente, con tanti punti di riflessione. Nonostante un finale che sa di occasione mancata, il film si apprezza per il suo trasformarsi da semplice rom-com indipendente ad un coming of age dei tre protagonisti, interpretati credibilmente da giovani talenti emergenti.

Purtroppo, dopo il colpo di scena di metà film, un po’ telefonato a dire il vero, la storia si perde un po’ ma risulta tutto sommato un thriller piacevole.

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