Una scelta difficile per House of Cards
I co-showrunner di House of Cards Melissa James Gibson e Frank Pugliese hanno ammesso, durante un’intervista rilasciata a TVLine, che far sì che Claire diventasse un’assassina uccidendo Tom nell’ultimo episodio della serie, è stata una scelta dolorosa ma inevitabile, un qualcosa che “doveva accadere, per quanto sia stata una scelta difficile”. 
Quando gli viene chiesto se era a conoscenza della morte del suo personaggio prima dell’inizio della serie, Paul Sparks deve ammettere che è rimasto particolarmente sorpreso poiché non ne sapeva nulla. Ha aggiunto anche di esserne sia lusingato, poiché una buona storia che ti permette di morire con una bella morte lo affascina. Ovviamente però, si è sentito dispiaciuto nel dover abbandonare i colleghi e i membri della crew, con cui aveva instaurato un ottimo rapporto.
La scena finale: un’interpretazione intensa
Durante l’intervista, Paul ha avuto modo di esprimere ciò che ha sentito quando ha interpretato la scena della sua morte, e a riguardo ha detto che “scene come queste sono difficili da girare, così come lo sono quelle di sesso… in questo caso i due tipi sono uniti insieme, quindi è stata una sfida. 
Durante l’intervista, Paul Sparks viene a sapere che per gli showrunner di House of Cards non è stato semplice uccidere il suo personaggio: Paul ne è rimasto colpito, ed è dell’idea che, nonostante l’atto di per sé sia stato doloroso, si sono impegnati tutti affinché questa morte diventasse un punto cardine coerente nel percorso di crescita di Claire.
Una teoria nasce tra i fans…
Tra i fans di House of Cards è sorta una teoria, condivisa anche dall’intervistatore: molti pensano che Tom abbia ideato una sorta di ‘piano B’ per garantire l’uscita del suo libro, anche nell’eventualità in cui gli fosse successo qualcosa. Gli showrunner non hanno né ammesso né smentito questa teoria, cosa che fa ben sperare gli spettatori. 
Circa la sfacciata avventura di Tom con la guida turistica della Casa Bianca, che è sembrato un gesto deliberatamente volto a colpire Claire, Sparks ha dichiarato che il suo personaggio ha sempre avuto questa sorta di tendenza ‘da samurai’. “Tom non poteva sostenere ancora di vedere Claire condurre due vite, e in una di queste la sua presenza non era prevista. Ciò lo ha reso debole, per questo ha agito come ha fatto con la guida, avendo rapporti con lei proprio nella Press Room della Casa Bianca. Sapeva benissimo che ci sarebbero state delle telecamere: sembra quasi che Tom si sia comportato così per attirare l’attenzione di Claire a tutti i costi”, ha aggiunto Sparks.
Paul Sparks: un fan come tutti noi
L’intervista si conclude con un ultima domanda: Paul Sparks continuerà a seguire House of Cards ora che non ne fa più parte? A questa domanda Sparks ha risposto “Sinceramente, guardavo House of Cards già prima di farne parte; dopo essere entrato nel cast ho smesso, non mi sono rivisto sullo schermo. Ma ora che ho del tempo libero potrei rimettermi in pari con House of Cards, e se ci dovesse essere un’altra stagione la guarderei senz’altro, sono curioso come qualsiasi altro fan!”.
Per ogni notizia e aggiornamento sul mondo dello spettacolo, cinema, tv e libri, vi consigliamo di seguire la nostra pagina Facebook
Fonte: TVLine
Intrattenimento.eu News e recensioni di cinema e serie tv