Errementari: il fabbro e il diavolo è il primo lungometraggio del regista basco Paul Urkijo Ajilo, prodotto dal regista e sceneggiatore, anch’esso basco, Alex de la Iglesia. Rivisitazione fiabesca e a tratti horror di leggende basche tipiche della tradizione orale, Errementari: Il fabbro e il diavolo è un prodotto interessante, a tratti straniante, ma che sfrutta con successo l’iconografia religiosa e infernale, una buona fotografia e atmosfere inquietanti.
Errementari: il fabbro e il diavolo: la trama

Errementari: il fabbro e il diavolo: le nostre impressioni

La rappresentazione delle porte infernali, che richiama in maniera piuttosto ovvia nella mente dello spettatore la descrizione dantesca dell’ingresso nel mondo degli inferi, è alquanto suggestiva a livello estetico. Orde ed orde di peccatori si susseguono verso il gigantesco portone, punzecchiati dai demoni e sporchi di fuliggine, tormentati dalle loro sciocche azioni.
Se la regia e la sceneggiatura hanno reso al meglio la molteplicità dei demoni, ognuno con le proprie fattezze e personalità, lo stesso è stato fatto per la caratterizzazione dei personaggi umani: essi rappresentano a campione la società, a partire dai bambini fino agli anziani. Sebbene tutti abbiano il loro modo di porsi davanti alle vicende peculiari che accadono nel villaggio, tutti alla fine agiscono in base al pregiudizio e ad un’interpretazione estrema e terribilmente ipocrita della religione. Tutti giocano ad essere Dio, in primo luogo il prete, Don Mateo, che pecca continuamente e allo stesso tempo impone una dottrina terribilmente bigotta sugli altri. Anche gli altri paesani fanno lo stesso, e giudicano senza remore, evitando di farsi un esame di coscienza, convinti che la preghiera sani ogni macchia nell’anima.

A livello di fotografia, il colore gioca un ruolo interessante in Errementari: Il fabbro e il diavolo: le atmosfere grigie e nebbiose, tipiche della leggenda e delle ambientazioni medievalesche predominano, in un susseguirsi di colori smorti, cupi, freddi. I colori caldi, invece, come il rosso del fuoco o della pelle del demone Sartael, il marrone, insomma la luce, sono accostati proprio a colui che più viene temuto, ma che più buono di molti altri.
Errementari - Il fabbro e il diavolo
Valutazione globale - 7
7
Estetica visionaria e storia interessante
Errementari: il fabbro e il diavolo: un giudizio in sintesi

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