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Dirk Gently: recensione della prima stagione della serie con Elijah Wood

Dirk Gently, all’anagrafe seriale Dirk Gently’s Holistic Detective Agency è la nuova serie trasmessa originariamente da BBC America e a livello globale da Netflix, basata sui racconti di Douglas Adams e la penna dell’autore della Guida Galattica per Autostoppisti si vede tutta in questa prima stagione, tra umorismo misto tra british e surreale, nella caratterizzazione dei personaggi e in quel suo modo unico e precisissimo di costruire una trama che ruota su se stessa in un enorme time laps che non si allontana mai dalla perfezione.

Dirk Gently e la commedia surreale

dirk gentlyIn questa stagione di Dirk Gently, come nella Guida Galattica, assistiamo spesso a comicità sopra le righe in situazioni bizzarre e grottesche con personaggi che sono spesso degli emarginati sociali che si riscattano in avventure per lo più assurde, nelle quali, almeno una parte di loro (Arthur nella Guida, Todd qui) non riesce ad accettare di trovarsi, continua a dubitare di tutto e viene più trascinato dagli eventi, per poi diventarne protagonista in modi inaspettati. Il ruolo di Ford nella Guida, qui viene brillantemente riprodotto da Dirk, personaggio parte di un gruppo sconclusionato di umani che non si capisce bene se sono mutati, potenziati o solo con abilità particolari. Le dinamiche della coppia spesso ricalcano il canovaccio tipico di Adams, ma la bravura della coppia Elijah Wood – Samuel Barnett riesce a sopire ogni nostro senso di “già visto” perché la loro capacità di reggere la scena, la perfetta amalgama tra i due sono una pregevole aggiunta al ritmo forsennato della narrazione.

dirk gentlyPerché Dirk Gently ha un ritmo veramente forsennato, i dialoghi sono fitti, le battute arrivano come da migliore tradizione anglosassone col famoso pounch, le situazioni si susseguono e si accavallano, molti comprimari (tutti favolosi) entrano ed escono di scena, non c’è pausa, non c’è soluzione di continuità e solamente la lievità che porta lo stesso personaggio di Dirk, unito al sovente spaesamento di Todd, sono in grado di alleggerire questo fiume in piena.

Fiume in piena che diventa cascata quando le risposte iniziano ad arrivare, a volte tutte insieme, come in uno splendido dialogo tra Dirk e la versione robotica di un personaggio che non vogliamo scoprire (metti mai che qualcuno non abbia ancora visto tutto). Una cascata che porta ad un finale, o mezzo finale, in cui tutti i fili del racconto arrivano a congiungersi con una precisione impeccabile.

Dirk Gently e i time laps.

dirk gentlyChe Adams fosse bravo a disegnare i time laps, che fosse uno dei più bravi a farlo, non c’è mai stato dubbio e questa stagione di Dirk Gently lo conferma. Come recita sempre Dirk, tutto è connesso, e mai frase più più azzeccata per descrivere questo plot narrativo che vede nella sovrapposizione e nella circolarità un valore aggiunto notevole.

Tutto è connesso e tutto alla fine torna, andando a ritroso non ci sono errori o buchi e Adams tende a ribadire un concetto che è un suo mantra spesso: la volontà dell’individuo conta, ma comunque andrà sempre a finire allo stesso modo. Si può declinare come un concetto un po’ più complesso e apparentemente astruso, ma credo sia quello giusto per descrivere il pensiero dell’autore britannico: i risultati di ogni cosa non sono esattamente determinati dal fato, sono determinati dalle azioni e dalle scelte delle persone, ma queste azioni e queste scelte sono state già fatte e quindi ogni individuo, ad ogni ripetizione, tenderà a fare le stesse scelte, o perché sa che è così, o perché non sa ma è così lo stesso. Una visione beffarda, tipica del cinico umorista d’oltre Manica.

Alcune note a margine:

dirk gently(anche perché potremmo parlare per ore di Dirk Gently ma poi probabilmente rimarrei da solo) 

  • Ad un certo punto, vedere comparire il numero 42 sugli schermi, è emozionante
  • la sottotrama di Ken e Bart è meravigliosa, sia a livello comico, sia a livello di ship massima per una tenerissima e spietata coppia di disadattati
  • Non esiste un personaggio normale, no, veramente, nemmeno uno
  • sono indeciso se voler un drone a cui far fare tutti i lavori di casa o un gattino da difesa

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Dirk Gently

Sceneggiatura
Regia e fotografia
Recitazione

valutazione globale

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About Andrea Sartor

Cresciuto a pane (ok, anche qualche merendina tipo girella o tegolino... you know what I mean... ) e telefilm stupidi degli anni 80 e 90, il mondo gli cambia con Milch, Weiner, Gilligan, Moffat, Sorkin, Simon e Winter. Ha pianto davanti agli uffici dell'HBO. Sogno nel cassetto: pilotare un Viper biposto con Kara Starbuck Thrace e uscire con Number Six (una a caso, naturalmente). Nutre un profondo rispetto per i ragazzi e le ragazze che lavorano duramente per preparare gli impagabili sottotitoli. Grazie ragazzi, siete splendidi

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