Primo regista messicano nella storia ad essersi aggiudicato l’Oscar (Gravity, 2014) e il Directors Guild of America Award, il talentuoso Alfonso Cuarón ha spiegato in occasione del BFI London Film Festival alcuni dettagli relativi alla produzione di Roma. Ambientato per la prima volta nella sua terra natia, il film vincitore del Leone d’Oro all’ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia è stato realizzato grazie alla collaborazione del suo fedele compagno, a sua volta premio Oscar, Emmanuel “Chivo” Lubezki, il quale – stando alle intenzioni iniziali – avrebbe dovuto occuparsi della fotografia. Ma come sono andate effettivamente le cose, poi? Leggiamo insieme le dichiarazioni di Alfonso Cuarón.
“Un riluttante direttore della fotografia”: ecco le parole di Alfonso Cuarón

Certo, per un dramma ricco di scene ispirate alla sua stessa vita e vissute in prima persona, Cuarón ha finito per ammettere che il suo caro amico aveva ragione: “Probabilmente è stato necessario per lo stesso sviluppo della pellicola”.
Parte della realizzazione prevedeva, inoltre, che Cuarón non mostrasse ai membri del suo cast la sceneggiatura del film in anticipo rispetto alle riprese, e che fossero date loro informazioni contraddittorie riguardo a quello che avrebbero dovuto fare giorno dopo giorno.
“In realtà c’era un caos assoluto, ma andava benissimo così perché, si sa, la vita è così”, ha concluso il pluripremiato regista.
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Fonte: The Hollywood Reporter
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