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Damnation: la recensione del pilot della serie Netflix con Killian Scott

Creata dallo showrunner Tony Tost, Damnation, la nuova serie Netflix di febbraio, è un period drama coraggioso che affronta una pagina poco conosciuta della storia americana: la rivolta della Farmer’s Holiday Association, un movimento di contadini del Midwest che nacque a seguito della Grande Depressione per bloccare gli espropri delle fattorie. Nel primo dei dieci episodi girati in Canada dominano la bellezza del paesaggio, le scene d’azione cruente e il ritmo frenetico degli eventi che evolvono nella piccola contea di Plymouth. Nonostante un cast di tutto rispetto, la saga dai toni epici, trasmessa in America da Usa Network, non è stata rinnovata per la seconda stagione.

Damnation, il pilot: sinossi

damnationAmbientata nell’Iowa degli anni ’30, il primo episodio della serie si incentra sulla storia del finto pastore Seth Davenport, interpretato da Killian Scott (Call the midwife), un uomo di Dio che predica la ribellione contro il potere costituito perché non sopporta di vedere i contadini ridotti alla fame. Banche, imprese e governo sono i nemici che vogliono impossessarsi delle fattorie degli agricoltori tenendo i prezzi dei prodotti della terra bassi e anche l’uso della violenza è consentito per sovvertire lo status quo. Creeley Turner, che ha il bel volto di Logan Marshall-Green (Dark Blue, Quarry), si diverte a terrorizzare gli abitanti della cittadina di Holden tra minacce e macabre messinscena. La gente, a questo punto, concentra nello sciopero il malcontento misto al desiderio di rivalsa.

Damnation, il pilot: le nostre impressioni

damnationLa serie, ispirata a fatti storici realmente avvenuti, porta un titolo, Damnation, che risulta un po’ fuorviante, e già questo costituisce un ostacolo alla piena fruizione dello show, che promette qualcosa senza mantenerla. Da subito la trama risulta sfilacciata e precipita lo spettatore in una sorta di confusione.

La narrazione è divisa in più parti: da una lato ci sono lo sceriffo garantista, Don Barryman (Christopher Heyerdahl), gli imprenditori senza scrupoli che vogliono mettere le mani sulle terre dei contadini per speculare, i potenti di turno che brigano e assoldano Creeley Turner per reprimere la rivolta, dall’altra parte della barricata ci sono i cittadini della piccola comunità di Holden guidati dalle parole ispirate del pastore Seth, la cui sostenitrice più fervente è la moglie Amelia (Sarah Jones). Due personaggi femminili emergono per personalità e spessore: una prostituta (Chasten Harmon) e una killer che arriva nella contea di Playmouth per cercare Seth (Melinda Page Hamilton).

damnationMa la trama ancora una volta fatica ad evolvere in profondità, si limita a dipanarsi in continui colpi di scena senza indagare le motivazioni e far emergere le tensioni che sottendono agli atti di violenza e al senso stesso della storia. Il pacchetto comunque regge, lo spettatore segue con piacere, anche se un po’ smarrito.

Laddove la narrazione difetta in scavo emotivo, recupera offrendo sequenze di rara bellezza dei luoghi dove è stata girata (lo stato di Alberta in Canada). Alla fine del pilot, Damnation risulta rapsodica ma comunque meritevole di essere vista.

Damnation - pilot

Valutazione Globale - 6

6

Coraggiosa ma sfilacciata

User Rating: 5 ( 1 votes)

Damnation: un giudizio in sintesi

damnationAncora una volta Netflix ha saputo rischiare coproducendo una serie originale che affronta una pagina poco conosciuta della storia americana. Un intento lodevole, dal momento che mette in risalto la lotta per i diritti dei lavoratori, in particolar modo dei più deboli.

I punti di forza sono l’ambientazione curata, le scene d’azione ben girate e il cast, soprattutto quello femminile, mentre la penalizzano la mancanza di profondità dei personaggi di primo piano e il repentino evolversi delle storie senza un vero e proprio legame di causa-effetto. A volte per non rivelare troppo si rischia di non rivelare niente.

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