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Dark: la recensione della prima stagione della serie fantascientifica Netflix

Dark rappresenta la tradizione di favole cupe germaniche trasportata in un modo di raccontare le storie moderno e internazionale, con più di qualche strizzata d’occhio al genere fantascientifico. Tecnicamente di alto livello, con uno stile narrativo complesso e di non facile digestione per lo spettatore abituato a storie più “lineari”.

Dark: sinossi

darkIn un paesino della Foresta Nera (o così sembra almeno) dotato di tutti i confort dei paesini tedeschi spersi nel nulla, ossia centrale nucleare e tristezza, un ragazzino sparisce. Ma poco dopo ne sparisce un’altro, e molti anni prima era successo esattamente lo stesso. Cosa sta realmente succedendo in questa cittadina? Dark racconta la storia di questa piccola comunità che nasconde più segreti che sorrisi, contaminandola con un soprannaturale da favola scura.

Dark: le nostre impressioni

Dark è la classica serie talmente fitta nella costruzione del suo universo narrativo che avvolge lo spettatore “costringendolo” ad una visione quasi tutta d’un fiato, per la ricercata necessità di capire ogni passaggio che, come nella migliore tradizione della costruzione di questo tipo di storie, ad ogni risposta aggiunge solamente nuove domande. darkIl format compatto riesce a mantenere un buon equilibrio sul desiderio di vedere ogni episodio subito dopo il precedente (e soprattutto nel fare durare quest’immersione il tempo giusto) e la difficoltà di comprimere tanti personaggi, situazioni e rapporti di connessione in un numero tutto sommato ristretto di episodi.

Quest’ultima difficoltà è quella che rende un po’ più complessa la visione, perché vengono presentati tre livelli di racconto, con strette interconnessioni e lo stesso spettatore a volte si sente spaesato nel passare da uno all’altro. Da questo punto di vista Dark è sicuramente paragonabile ad un’esperienza di assorbimento totale, all’essere risucchiati e sbattuti a destra e manca, insomma, la serie stessa è un po’ come un buco nero per la luce.

Non aiuta la poca dimestichezza che abbiamo noi pubblico italiano con nomi e facce tedesche in televisione, perché queste, a volte, contribuiscono a confondere ancora di più, ma non escluderei nemmeno che possa essere un effetto voluto, soprattutto per sottolineare quanto le persone siano alla fine fortemente connesse le une con le altre, ben oltre la conoscenza reciproca.

darkUna delle tematiche fondamentali di questa stagione di Dark, non è sicuramente il tempo, ma il libero arbitrio; non è proprio una novità come topos narrativo, né lo è nella sua declinazione dispiegata in viaggi e loop temporali, ma dobbiamo sottolineare come in questo show la resa sia notevolmente buona, perché lo spettatore continua a convivere con la duplice sensazione dell’essere sul punto di svolta in cui il loop viene interrotto e quella di trovarsi a considerare che ogni azione fatta per evitare un risultato è lei stessa a creare, o a contribuire a creare, quello stesso risultato, andando così a inserire loop temporali su loop temporali in un crescendo di avvolgimento e di fatalismo cosmico.

La serie, inoltre, è un sovrapporsi, non solo di storie narrate, ma anche di generi narrativi, perché passiamo da un crime thriller ad una classica rappresentazione da fiaba germanica (sospesa tra Hansel e Gretel e il Pifferaio di Hamelin), per arrivare alla fantascienza più pura e cervellotica, tanto da sboccare alla fine, con un po’ di retrogusto strano, in uno scenario sempre più fantascientifico, tanto da far venire la sensazione che tutta questa prima stagione non sia stata altro che un lungo episodio introduttivo di una storia molto più complessa e forse anche diversa.

Dark - prima stagione

Valutazione globale - 8

8

Intricato ed avvolgente

User Rating: 4.58 ( 2 votes)

Dark: un giudizio in sintesi

darkUna serie costruita molto bene sia dal punto di vista tecnico, con un ottima fotografia e una colonna sonora notevole (meravigliosa Goodbye, la colonna sonora degli open credit di Appart), sia dal punto di vista costruttivo di una trama complessa e stratificata, che però la rende di non facile fruizione, e soprattutto la mescolanza di generi può non essere totalmente apprezzata da tutti. La predominante è sicuramente la fantascienza, per cui se uno spettatore è maggiormente attratto da questa, troverà Dark una serie avvincente, avvolgente, intrigante e piena di possibilità e sviluppi futuri.

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About Andrea Sartor

Cresciuto a pane (ok, anche qualche merendina tipo girella o tegolino… you know what I mean… ) e telefilm stupidi degli anni 80 e 90, il mondo gli cambia con Milch, Weiner, Gilligan, Moffat, Sorkin, Simon e Winter. Ha pianto davanti agli uffici dell’HBO. Sogno nel cassetto: pilotare un Viper biposto con Kara Starbuck Thrace e uscire con Number Six (una a caso, naturalmente). Nutre un profondo rispetto per i ragazzi e le ragazze che lavorano duramente per preparare gli impagabili sottotitoli. Grazie ragazzi, siete splendidi

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