Creata dalla penna eccentrica di Tina Fey e Robert Carlock, è sbarcata su Netflix il 30 maggio la quarta stagione di Unbreakable Kimmy Schmidt, una sitcom in sei episodi strampalata al punto giusto, e per questo accattivante.
Unbreakable Kimmy Schmidt: 4 stagione – la sinossi

Ma il ricordo dei giorni passati nel bunker sotterraneo insieme ad altre tre adepte del ‘culto apocalittico’ appartiene ormai al passato. Si diradano i flashback che mostrano il lavaggio del cervello al quale veniva sottoposta: è tutto alle spalle, nella quarta stagione Kimmy può finalmente guardare avanti e occuparsi meglio di come far procedere la sua vita.
Unbreakable Kimmy Schmidt: 4 stagione – le nostre impressioni
Se la sorpresa della serie, dalla prima alla terza stagione, stava nell’affrontare il tema drammatico di alcune donne rapite e tenute prigioniere con gag a raffica e un clima leggero da sitcom, ora la trama procede come un bulldog sulla strada spianata che ha costruito.

Stesso dicasi per Titus. Quando dirige un musical scolastico, inizialmente pecca in protagonismo, ma poi, spinto da Kimmy (ovviamente), realizza che il momento di cedere il passo è arrivato e, con esso, il vero successo. In Unbreakable Kimmy Schmidt lo sviluppo dei personaggi è imbevuto come sempre di quell’umorismo bizzarro e assurdo che caratterizza la serie. Tutti continuano a fare battute con un tale ritmo che gli spettatori non hanno nemmeno il tempo di accorgersene. Anche se l’attenzione si ferma sul terzo episodio, “Party Monster”, un momento straordinario in cui lo show si allontana dalla sua consueta forma e si concentra sui documentari criminali che hanno preso piede in America. Una trovata creativa originale e di grande impatto che probabilmente farà discutere i fan a lungo.

Sitcom divertente, mai stupida Unbreakable Kimmy Schmidt: 4 stagione
Valutazione globale - 6
6
Unbreakable Kimmy Schmidt: 4 stagione – un giudizio in sintesi
Dal primo istante Unbreakable Kimmy Schmidt è assolutamente divertente, anche se si tratta di un tipo di umorismo diverso dal solito. Forse dovuto alla penna magistrale di Tina Fey, ex comica del Saturday Night Live, nonchè scrittrice della serie NBC 30 Rock, e a quella del coautore Robert Carlock (30 Rock).

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