Il regista di Belle & Sebastien – L’avventura continua, il canadese Christian Duguay, torna a dirigere con maestria piccoli grandi attori che si cimentano con una storia vera e universale: il romanzo bestseller di Joseph Joffo Un sacchetto di biglie.
Un sacchetto di biglie: la sinossi
Joseph e Maurice Joffo sono due fratelli ebrei che conducono una vita tranquilla tra la scuola e il negozio di barbiere del papà, ma nella Francia occupata dai tedeschi la situazione precipita: devono 
Un sacchetto di biglie: le nostre impressioni
Non è solo un film tratto da un testo classico che si legge nelle scuole francesi da anni (Un sac de billes), c’è lo sguardo atterrito e generoso di un bambino che getta una luce universale sulla narrazione della persecuzione degli ebrei, che diventano il simbolo dei popoli perseguitati nel mondo.

A dare credibilità e dettaglio a questo manufatto cinematografico ci sono attori notevoli che si sono cimentati in piccole ma decisive parti, come Christian Clavier, Kev Adams, Bernard Campan. Ma gli eroi di questa “epopea luminosa raccontata dal punto di vista dei bambini”, come l’ha definita lo stesso regista, sono i suoi talentuosi protagonisti: Dorian Le Clech (Joseph) e Batyste Fleurial Palmieri (Maurice). Frutto di una lunga ricerca da parte del casting e addestrati ad arte da un coach.

Un sacchetto di biglie
valutazione globale - 7.5
7.5
Un film profondo e da vedere
Un sacchetto di biglie: un giudizio in sintesi
Nonostante già la filmografia si sia espressa ad alto livello sull’argomento, parlo di film come Il pianista, Scindler’s List, Arrivederci ragazzi, Un secret, solo per citarne alcuni, si trova una freschezza originale nell’opera di Duguay, che ha scelto di lasciare spazio alla speranza, un insieme che induce lo spettatore a provare la più sincera commozione.
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