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Una scena di Ulysse et Mona

Ulysse et Mona: la commedia di Sébastien Betbeder con Eric Cantona al TFF36

Ulysse et Mona è un film di Sébastien Betbeder con Eric Cantona, presentato alla 36a edizione del Torino Film Festival all’interno della sezione Festa Mobile.

Ulysse et Mona: sinossi

Una scena di Ulysse et MonaMona è una studentessa francese di Belle Arti, ma molte delle lezioni che frequenta non la entusiasmano a dovere. Viene a conoscenza su internet del lavoro di un bizzarro artista, un certo Ulysse, un performer di arte contemporanea ormai ritiratosi nella sua magione di campagna, in completa solitudine. Il tentativo di Mona di avvicinare quella personalità burbera e solitaria di Ulysse si dimostra fallimentare, ma alla sua seconda visita lo troverà in difficoltà. L’aiuto di Mona e le non rosee novità di cui verrà al corrente porteranno Ulysse ad abbandonare il suo atteggiamento scontroso e a riprendere le fila delle sue relazioni affettive.

Ulysse et Mona: le nostre impressioni

Eric Cantona è un artista contemporaneo in Ulysse et MonaQuella di Ulysse e Mona è una coppia che parzialmente ricorda quella di Mathilda e Léon del film di Luc Besson, con cui in effetti condivide alcuni aspetti, come il carattere burbero del protagonista, benché i toni del film di Betbeder siano tutt’altro che esclusivamente drammatici. Cantona regala una nuova interpretazione comica che non fa che consolidare il suo ormai noto talento attoriale, che ben si concilia con questo genere di film. Il suo volto dai tratti marcati inserito all’interno di una commedia in cui interpreta un personaggio un po’ “orso” ci spingono ad una spontanea risata, fin dal primo momento in cui compare sul grande schermo con la folta barba. Il personaggio di Mona d’altra parte condivide una sfacciataggine e una sicurezza che caratterizza anche Mathilda, ma non è quella ragazzina che tanto aveva commosso nel film di Besson. È una donna più matura, più con i piedi per terra e più sensibile al carattere spinoso dell’artista solitario. Con l’intento di diventare sua assistente si presenta a lui, s’impone nella sua vita, legando con quella personalità dalla scorza dura ma dal cuore, in fondo, tenero.

I tempi della commedia francese, in questo caso ben gestiti, danno modo a personaggi non banali di emergere e far divertire lo spettatore: l’artista non così burbero come vorrebbe sembrare, il bambino più sveglio di quanto lo prevedrebbe la sua età, l’amico di Ulysse fin troppo sincero e al limite dell’infantile, il rapinatore dal cuore sensibile… La serie di personaggi che ci viene mostrata è teneramente e inaspettatamente tridimensionale, il che rende quasi impossibile per noi non affezionarci a loro. E non superficiali sono anche le riflessioni che il film propone: il difficile rapporto con una famiglia abbandonata da tempo e la predisposizione all’empatia, quella incondizionata e che invita a comprendere anche le persone che respingono il contatto umano o che, solo teoricamente, non lo meriterebbero.

Il bambino amico di Ulysse in Ulysse et MonaL’arte con cui il film incomincia rimane un po’ in secondo piano e lascia spazio all’artistico prisma di personalità che animano una commedia leggera, piacevole, bucolica. Ridiamo sinceramente, della battuta, della situazione un po’ assurda, dell’espressione spiazzante di un personaggio. Nel panorama un po’ ripetitivo come quello che può essere quello della commedia francese, simpatico sì ma alla lunga troppo stucchevole, fortunatamente Ulysse et Mona è un esempio di film che si distingue un po’ dal corpus di lavori fin troppo prevedibili.

Ulysse et Mona

valutazione globale - 6.5

6.5

Una piacevole e leggera commedia

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Ulysse et Mona: giudizio in sintesi

Ulysse et Mona porta in scena una storia molto carina che racconta il rapporto tra un ex artista di arte contemporanea e una studentessa di Belle Arti, due mondi distanti che trovano un punto di incontro nella rivalutazione dei rapporti interpersonali. I personaggi proposti non sono affatto macchiettistici come può facilmente accadere nel genere della commedia ed è proprio la loro non facilmente prevedibile tridimensionalità che porta ad affezionarci a loro e a ridere delle situazioni bizzarre in cui si trovano o dei loro dialoghi al limite dell’assurdo. Una storia semplice in fondo, forse già vista, ma che si distingue dal corpus un po’ ripetitivo delle commedie francesi con delle trovate simpatiche e con la presenza fisica di Eric Cantona, un talento attoriale che ben si concilia con il genere comico e fa sorridere con la sola comparsa sul grande schermo.

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