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The State Against Mandela and the Others

The State Against Mandela and the Others: recensione in anteprima dal Festival dei Popoli

La recensione del documentario The State Against Mandela and the Others, presentato in anteprima italiana all’edizione 59 del Festival dei Popoli di Firenze.

The State Against Mandela and the Others: la sinossi

Immagine tratta dal filmThe State Against Mandela and the Others è un documentario realizzato in coppia dal giornalista Nicolas Champeaux e dal regista Gilles Porte (premio César 2005 con l’opera Quand la mere monte), entrambi francesi. Nel 2016 Chempeaux è stato contattato via e-mail da Henry Chamoux, inventore di un congegno in grado di digitalizzare le 256 ore, registrate in un vecchio formato chiamato dictabelt e rimaste finora inedite, dell’audio originale delle sedute del processo del 1963-64 che aveva visto imputati in Sudafrica Nelson Mandela, Ahmed Kathrada, Denis Golbert e Andrew Mlangeni, tutti membri dell’African National Congress, accusati di attività sediziosa contro lo Stato.

The State Against Mandela and the Others: le nostre impressioni

L’assenza di immagini del processo è stata compensata dalle animazioni realizzate dall’artista visuale Urdu, arricchite dalle interviste realizzate agli imputati ancora in vita, agli avvocati che li avevano difesi, entrambi di pelle bianca, alla moglie di Mandela Winnie e a quella di Ahmed Kahtrada, e dall’inserimento di immagini di repertorio. Champeaux, prima che parta la proiezione, conclude la prima parte della sua esposizione con la battuta “Se volete fare un film dovete controllare la mail”.

MandelaL’opera è densa di momenti emozionanti, e non potrebbe essere altrimenti dato il calibro del materiale che affronta. La voce di Mandela, leggermente gracchiante e accompagnata da un lieve fruscio, scandisce parole potenti in un inglese dall’accento molto poco british e già questo basterebbe a traghettare questo documentario verso vette artistiche notevoli. Attraverso il parlato del leader sudafricano arriva infatti già a priori il senso grave ed eroico della storia con la A maiuscola insieme a tutto il carisma che ammanta questa figura di eroe disposto a mettere in gioco tutto per un ideale in cui crede.

Apprezzabile è però i il fatto che il The State Against Mandela and the Others proceda come una polifonia e non come un monologo, mettendo sullo stesso piano Mandela e gli altri imputati, accomunati a lui dallo stesso impegno civile e dalla stessa eroica abnegazione nel sacrificare se stessi nel nome della liberazione del proprio popolo, nonostante la maggior parte di loro sia sconosciuta persino in Sudafrica. Su questo aspetto il regista si è soffermato nel dibattito in sala, specificando come lo stesso Mandela non si sentisse un solista ma un militante del proprio partito circondato da altri militanti di pari grado. Ha poi chiarito l’importanza di fare luce sulle figure degli altri imputati, non noti ma da considerarsi sullo stesso piano del loro coimputato più famoso.

Il documentario, pur notevole come già detto, denota tuttavia delle carenza di ritmo, non riuscendo ad affrontare sempre con efficacia l’ardua sfida di rendere per immagini un materiale difficile come una registrazione audio. Le animazioni messe in campo per restituire i dialoghi in aula tra giudice e imputati, sebbene pregevoli esteticamente, a lungo andare sembrano infatti soffrire del limite suddetto, e anche il lavoro fatto in sede di intervista e di montaggio delle immagini di repertorio forse poteva essere reso ancora più avvincente.

The State Against Mandela and the Others

Valutazione globale - 7

7

Emozionante ma con qualche carenza di ritmo

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The State Against Mandela and the Others: giudizio in sintesi

Mandela e gli altri imputatiNel complesso The State Against Mandela and the Others rimane un’opera importante con notevoli meriti, sebbene rimanga l’ impressione che si potesse fare ancora meglio. The State Against Mandela and the Others è un buon documentario impreziosito dal reverbero della vicenda che racconta, talmente significativa da far assaporare il gusto della storia con la A maiuscola e piena di personaggi che titaneggiano con la loro grandezza etico-morale. Rimane tuttavia il dubbio che si potesse fare ancora meglio a causa della carenza di ritmo che talora appesantisce la visione, risultato dell’ovvia difficoltà di rendere per immagini una registrazione audio, il che poneva agli autori una sfida che non sembra sia stata del tutto vinta.

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About Tommaso Perissi

Scopre la magia del cinema d'autore verso la fine degli anni 90 grazie ad una videoteca vicino alla stazione di santa maria novella che offre titoli ancora in vhs...poi frequenta saltuariamente vari cineforum in giro per la città

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