La recensione del documentario The State Against Mandela and the Others, presentato in anteprima italiana all’edizione 59 del Festival dei Popoli di Firenze.
The State Against Mandela and the Others: la sinossi

The State Against Mandela and the Others: le nostre impressioni
L’assenza di immagini del processo è stata compensata dalle animazioni realizzate dall’artista visuale Urdu, arricchite dalle interviste realizzate agli imputati ancora in vita, agli avvocati che li avevano difesi, entrambi di pelle bianca, alla moglie di Mandela Winnie e a quella di Ahmed Kahtrada, e dall’inserimento di immagini di repertorio. Champeaux, prima che parta la proiezione, conclude la prima parte della sua esposizione con la battuta “Se volete fare un film dovete controllare la mail”.

Apprezzabile è però i il fatto che il The State Against Mandela and the Others proceda come una polifonia e non come un monologo, mettendo sullo stesso piano Mandela e gli altri imputati, accomunati a lui dallo stesso impegno civile e dalla stessa eroica abnegazione nel sacrificare se stessi nel nome della liberazione del proprio popolo, nonostante la maggior parte di loro sia sconosciuta persino in Sudafrica. Su questo aspetto il regista si è soffermato nel dibattito in sala, specificando come lo stesso Mandela non si sentisse un solista ma un militante del proprio partito circondato da altri militanti di pari grado. Ha poi chiarito l’importanza di fare luce sulle figure degli altri imputati, non noti ma da considerarsi sullo stesso piano del loro coimputato più famoso.
Il documentario, pur notevole come già detto, denota tuttavia delle carenza di ritmo, non riuscendo ad affrontare sempre con efficacia l’ardua sfida di rendere per immagini un materiale difficile come una registrazione audio. Le animazioni messe in campo per restituire i dialoghi in aula tra giudice e imputati, sebbene pregevoli esteticamente, a lungo andare sembrano infatti soffrire del limite suddetto, e anche il lavoro fatto in sede di intervista e di montaggio delle immagini di repertorio forse poteva essere reso ancora più avvincente.
The State Against Mandela and the Others
Valutazione globale - 7
7
Emozionante ma con qualche carenza di ritmo
The State Against Mandela and the Others: giudizio in sintesi

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