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Una scena di The Perfection

The Perfection: recensione dell’horror Netflix di Richard Shepard

La recensione dell’horror The Perfection di Richard Shepard, disponibile per tutti gli abbonati al catalogo Netflix da venerdì 24 maggio.

The Perfection: la sinossi

Minneapolis, oggi. Charlotte (Allison Williams) ha appena perso la madre, da tempo malata, dopo averla accudita per anni. Prima di ritirarsi, però, era la prima violoncellista del prestigioso conservatorio Bachoff Academy e, rimasta sola, decide di riprendere i rapporti proprio con il suo insegnante Anton (Steven Weber). Questi invita Charlotte immediatamente a Shanghai, dove sta curando i provini per una nuova allieva accompagnato dalla attuale sua pupilla, Elizabeth (Logan Browning). Tra le due si instaura subito una spirale di attrazione erotica, forse riprendendo le fila di un discorso interrotto anni prima; il legame implica eventi misteriosi e improvvise atrocità ma, forse, si tratta solo della preparazione a una nuova sinfonia…

The Perfection: le nostre impressioni

Una scena di The Perfection

L’esperto regista Richard Shepard (The Matador, The Hunting Party Dom Hemingway) ripropone una storia di emancipazione femminile e vendetta, genere nel quale si è specializzato nel corso della sua carriera, con questa notevole produzione sinoamericana. In The Perfection (dove è accreditato anche come sceneggiatore assieme a Eric C. Carmelo e Nicole Snyder) presenta un racconto di vendetta tutto al femminile, dove è piacevole farsi sorprendere da inversione di ruoli, colpi di scena e una struttura a scatole cinesi.

Il film non ha paura di osare, con momenti decisamente goree rivoltanti, senza però uscire mai dal perimetro del gioco perverso che viene a mano a mano viene svolto e dipanato. Il risultato è un’opera folle ma paradossalmente molto controllata e con una notevole cura per i dettagli. La porzione di film ambientata in Cina può suonare decisamente pretestuosa per soddisfare il coproduttore cinese, ma giova all’imprevedibilità e la peculiarità al film.

Sul piano estetico viene raccolto il cinismo e la crudezza dell’horror europe, richiamando i sacrifici machiavellici sui corpi femminili come nell’ottimo Martyrsdi Pascal Laugier. Senza fare spoiler, diciamo che il corpo femminile anche qui assurge a viatico indispensabile per l’ascesi divina; in particolare, l’insistenza sulle mani, organo speculare e bifronte, ne sottolinea la forza metaforica come strumento sia per ascendere sia per trovare libertà ed emancipazione.

I personaggi maschili, inoltre, sono naturalmente decisivi, con in primo piano il direttore del conservatorio (Steven Weber), che pretende un’eccellenza quasi sovrumana dalle proprie allieve. Shepard riesce a ricavare dalle sue attrici quello di cui aveva bisogno il film: due protagoniste in grado di interscambiarsi e conoscersi a poco a poco per trovare la perfetta complementarietà, come nel concetto taoista di yinyang (non a caso un momento cruciale del film è ambientato nella Cina rurale).

Una scena di The Perfection

In tal senso sono notevoli sia la prova di Allison Williams(la star della serie HBO Girls ancora in un ruolo ambiguo dopo Scappa – Get Out) che quella di Logan Browning (la serie Netflix Dear White People), entrambe bellissime e crudeli sotto la professionale regia di Shepard.

Molto importante e di alto livello il contributo al montaggio di David Dean, che trova la chiave per incrementare ancor di più la tensione e la carica emotiva del film.

La maggior carenza che si può riscontrare, tuttavia, è un approfondimento sui background delle due, soprattutto di Charlotte, la quale riceve un trattamento piuttosto superficiale e sbrigativo del proprio passato drammatico; ciò diventa evidente soprattutto nella scarsa forza dei flashback finali che dovrebbero costituire l’acme della backstory di una delle protagoniste.

The Perfection

Valutazione globale - 7

7

Un brillante e solido gioco perverso con in palio affermazione personale ed emancipazione

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The Perfection: giudizio in sintesi

Nell’epoca del post-#metoo, il cinema di genere non è rimasto inerte e, nel caso dei revenge movieal femminile (PeppermintRevengeIn the Fadeecc.), sono diverse le variazioni sul tema. Questa volta, ci si confronta con un’opera ben confezionata, solida e spiazzante che, fino alla fine, riesce a intrattenere con gusto e senso della suspense (pur non esente da alcune lacune di scrittura). Nell’offerta Netflix si tratta sicuramente di un buon innesto, un prodotto ben fatto e strutturato, che tratta un argomento attualissimo e molto battuto dall’audiovisivo contemporaneo andando a pescare nel meglio del moderno horror europeo. Non si tratta di certo di un’opera eccellente, ma sicuramente di un film coraggioso, che riesce  sia a rendere funzionali le esigenze produttive di location sia a mantenere armonico e sostenibile un intreccio narrativo di per sé surreale e inverosimile.

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About Giulio Mantia

Sono un immoderato consumatore di film improvvisatosi recensore amatoriale. Cerco di scrivere di cinema nei limiti delle mie conoscenze ed evitando di farla fuori dal vaso. Accetto volentieri critiche, osservazioni e confutazioni. Il mio film preferito è senza dubbio Dal Tramonto all'Alba di Rodriguez/Tarantino, un'allegra miscela di delirio e badassment che riesce sempre a rallegrarmi.

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