Dobbiamo purtroppo ammetterlo, questa quarta stagione di Sherlock è stata una parziale delusione. Una stagione che era stata lanciata da un battage che annunciava grandi avvenimenti e sconvolgimenti e che invece è stata buona solo per alcuni momenti e situazioni, specialmente nel rapporto tra Sherlock e Watson, mentre la trama in generale è apparsa sinceramente un po’ troppo piatta rispetto alle vette a cui ci aveva abituato questo show.
Sherlock, quello che funziona

Contribuisce molto la prova superba di Freeman, secondo me vero mattatore e figura di rilievo di questi episodi, anche più dello stesso Cumberbatch. La sua rabbia e la sua disperazione sono vividi, così come i momenti in cui si isola dal mondo costruendosi nella sua mente (come un richiamo al Palazzo Mentale) la figura amata con cui dialoga e in cui cerca sollievo. 
Infatti l’esagerata prevedibilità è la cosa che un po’ smorza la riuscita dell’altra parte positiva di questa triade di episodi, ossia il villain Culverton Smith, interpretato da Toby Jones che riesce a dare una spiccata tridimensionalità al personaggio e conferire, grazie soprattutto alla sua mimica, il giusto tono orrifico. Però, come si diceva prima, la prevedibilità della risoluzione del caso lascia decisamente insoddisfatti.
Sherlock, quello che è rivedibile
L’abbiamo già nominata ed è purtroppo una caratteristica che disturba parecchio in questa stagione: la prevedibilità. Molti dei passaggi di trama, come le risoluzioni dei casi sono prevedibili, pensiamo al secondo episodio dove era abbastanza scontato cosa stesse succedendo e in altri casi un po’ rabberciati, come il finale del terzo episodio che sembra decisamente troppo rapido e forzato. 
Se avevamo detto, inoltre, che Culverton Smith era un villain piacevole, la spuntata dal nulla sorella di Sherlock invece è troppo macchiettistica ed eccessivamente teatrale, così come lo sono i vari passaggi di questo cervellotico ma noioso gioco a cui sottopone i fratelli e il buon assistente. Tanti giochini e tanti minicasi sparsi, anche negli altri episodi, che fanno solamente intravedere un elenco e spesso vengono usati per dimostrare quanto l’investigatore di Backer Street sia bravo (ma questo lo sapevamo già), però talmente “fast food” che non si fa in tempo nemmeno ad assimilarli che si è già voltata pagina.
Il tanto reclamizzato riapparire di Moriarty poi, viene derubricato a dei semplici video in cui il miglior villain apparso in questa serie viene utilizzato come una stralunata app da conto alla rovescia, con sbeffeggianti e un po’ troppo fanciulleschi richiami al tempo che scorre.
Sherlock e il ritorno misterioso

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Sherlock - quarta stagione
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