Shark – Il primo squalo rappresenta quel consueto appuntamento estivo volto a dare un brivido al clima vacanziero e rilassato di molti amanti del genere shark movie.
Shark – Il primo squalo: sinossi

Durante una spedizione, un batiscafo rimane però intrappolato sul fondo dopo essere stato attaccato da una creatura gigantesca e misteriosa; per tirare fuori la squadra a più di undicimila metri di profondità e per contrastare l’animale, occorrerà l’intervento dello specialista Jonas Taylor (Jason Statham), che forse ha un conto in sospeso con quel mostro ignoto.
Shark – Il primo squalo: le nostre impressioni
L’esperto regista Jon Turteltaub (Il mistero dei Templari, L’apprendista stregone, Last Vegas) porta sul grande schermo le pagine del romanzo Meg: A Novel of Deep Terror di Steve Alten, ricavandone un ambizioso B-movie ad altissimo budget.

Detto questo il film conosce un primo atto avvincente, che rispetta la regola aurea e spielberghiana del genere, ossia non avere fretta di rivelare il mostro, per disfare tutto quello che si era ben costruito nelle parti successive. Infatti, nonostante una buona prima parte incentrata sul salvataggio del batiscafo da parte del ruvido protagonista (Jason Statham è una certezza come credibile eroe action), il film collassa inesorabilmente mano a mano che viene raccontata la grande caccia al megalodonte, diventando sempre più un prodotto banale e del tutto dimenticabile.

Infine, nonostante l’elevatissimo budget, si ha sempre la sensazione di avere di fronte un film costato pochissimo, insomma sembra un semplice B-movie e non uno mascherato da blockbuster.
Shark - Il primo squalo
valutazione globale - 4.5
4.5
Un B-Movie ambizioso, vacuo e senz'anima
Shark – Il primo squalo: giudizio in sintesi
Quando è stato annunciato questo film, onestamente non ci si aspettava il nuovo Lo Squalo, ma quantomeno un’opera che riportasse in auge il genere shark movie, che recentemente ha conosciuto gioie solo con Paradise Beach di Jaume Collet-Serra.

Con una sceneggiatura più solida e attenta ai personaggi e con maggiore ritmo, forse il film sarebbe migliorato in pathos e tensione, rendendolo un’opera dal sapore vintage più solida e convincente.
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