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Revenge

Revenge: la recensione dell’opera prima di Coralie Fargeat

In un panorama mondiale caratterizzato attualmente da forti messaggi contro la violenza sulle donne, è uscito nelle sale cinematografiche italiane venerdì Revenge, opera prima di Coralie Fargeat. Il film, presentato l’anno scorso sia a Toronto sia al Sundance Film Festival, è un perfetto rape and revenge movie, dallo stile moderno e forte, con una protagonista da urlo, la Matilda Lutz già vista ne L’estate addosso di Muccino.

Revenge: la sinossi

RevengeJen è una ragazza bella, sexy, che ama esser desiderata e notata e sogna di volare a Los Angeles. E’ l’amante di Richard, miliardario sposato, che la porta per qualche giorno in una lussuosa villa in mezzo al deserto prima di partire per una gita di caccia con i due amici Stan e Dimitri. I due, però, arrivano in anticipo e, dopo una notte di alcool, Stan, sedotto dal fascino della ragazza, in assenza di Richard, cerca di convincerla a fare sesso con lui. Nonostante il rifiuto di Jen, Stan la violenta. Richard, preoccupato che la ragazza, sotto shock, possa metterli nei guai, le offre dei soldi, ma la ragazza rifiuta e minaccia l’uomo di parlare. Dopo uno schiaffo da parte di Richard, Jen scappa. Gli uomini la inseguono e, arrivati davanti ad un precipizio, Richard la scaraventa giù. La ragazza viene infilzata da un tronco d’albero e lasciata lì come morta. Jen, però, si sveglia e da ragazzina indifesa si trasforma in una macchina assetata di vendetta.

Revenge: le nostre impressioni

RevengeHo sempre suddiviso i film in due grandi categorie: i film di narrazione e i film di esperienza. I primi sono i film in cui ad essere protagonista è la storia, lineare o articolata, che racconta qualcosa di unico e che rappresenta il fulcro emozionale dell’opera. I film d’esperienza, o sensoriali, sono tutti quei film che non vanno visti solo nei limiti di un racconto, ma vanno vissuti come una sensazione estemporanea, viscerale, con un pieno abbandono dei propri sensi.

Revenge, sicuramente, appartiene alla seconda categoria. La trama, infatti, è abbastanza semplice, non riserva grosse sorprese e spesso ci si interroga su quanto sia connessa alla realtà e sia plausibile ciò che avviene nel corso del film (lei che si risveglia dopo un trauma che avrebbe messo ko chiunque, lei che sopravvive alle peggiori intemperie, degno di un film di supereroi).

Il film, però, incolla lo spettatore alla poltrona, lo coinvolge e lo rende partecipe delle emozioni della protagonista. Questo mix di adrenalina, violenza, a tratti cruda e ai limiti dello splatter, ben mescolato ad effetti visivi e a giochi di luce e musica quasi psichedelici rende tutto assai affascinante ed originale.

La regista ha imparato grandi lezioni da grandi opere che l’hanno preceduta, Tarantino in primis, ma dà al film un tocco di realismo non tipicamente americano e anche la sua femminilità. E’ palpabile che il film sia diretto da una donna. La regista vive attraverso gli occhi e i movimenti della protagonista, quasi come fosse lei stessa a dirigere l’intera scena.

RevengeOltre al notevole lavoro di fotografia, le sensazioni del film si devono, come già detto, ad una colonna sonora psichedelica, elettronica, che richiama quelle degli ultimi lavori di Winding Refn, che perfettamente si inserisce nel racconto del film. Ottime sono le prove degli attori, in particolare quella della protagonista Lutz, che si è ritagliata un piccolo spazio nella storia del cinema moderno per una delle performance più sexy degli ultimi anni. Matilda sa vestire perfettamente i panni della bambolina seducente, ma è altrettanto capace a svestirsi di mise conturbanti e del suo animo da Lolita per vestire i panni di una guerriera ferita.

Revenge

valutazione globale - 7

7

Crudo, pulp, sensorialmente coinvolgente

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Revenge: giudizio in sintesi

RevengeRevenge è un film d’esperienza, che non colpisce lo spettatore per intrighi narrativi o per la forza del racconto, ma per il coinvolgimento sensoriale che crea. Lo spettatore, grazie al gioco di luci e musica e ad un mix di adrenalina e cruda violenza, riesce a vivere completamente il vissuto della protagonista. E’ palpabile la presenza di una donna in cabina di regia, abile a rendere la protagonista regista dell’opera in ogni suo sguardo e movimento. Buone le prove del cast, in particolare quella della protagonista Matilda Lutz, convincente sia nelle mise più sexy e conturbanti sia nella sua sete di vendetta.

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