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Adriana Ugarte in Durante la tormenta

Durante la tormenta: la recensione del thriller Netflix di Oriol Paulo

Durante la tormenta, il nuovo thriller di Oriol Paulo, è un film disponibile su Netflix dal 23 marzo.

Durante la tormenta: la sinossi

Adriana Ugarte e Chino Darín in Durante la tormenta

Durante la notte del 9 novembre 1989, mentre cadeva il muro di Berlino, una strana tormenta elettrica mette in comunicazione il dodicenne Nico (Julio Bohigas) e Vera Roy (Adriana Ugarte), un’infermiera che venticinque anni dopo acquisterà la sua casa. Il varco spazio-temporale – che durerà solo 72 ore – unisce i destini di Vera, Nico e di tutti gli abitanti di Valparaiso, in un mistero che legherà le loro vite passate e le loro scelte future.

Durante la tormenta: le nostre impressioni

Durante la tormenta narra appunto di un cataclisma non solo meteorologico, ma soprattutto morale, in un film che gioca molto sulle emozioni: dalla suspense del thriller, fino al dramma della perdita, il film incorpora elementi fantastici e fanciulleschi. La sceneggiatura, come dichiarato dal regista, è nata da una sua riflessione personale. Dopo aver preso coscienza della paternità, infatti, Oriol si è interrogato nel corso del tempo sulla propria vita, su ciò che un essere umano ha e su ciò che potrebbe avere, su chi si è e su chi potrebbe invece essere.

Adriana Ugarte e Chino Darín in Durante la tormenta

Vera Roy è una madre-coraggio, un personaggio testardo e coraggioso. Nel corso del film si trasformerà da donna allegra e sorridente a madre disperata e scapigliata, senza, con questo, perdere tutto il suo fascino.

A chi di noi non piacerebbe muoversi liberamente nel tempo per poter cambiare le cose, o per avere vite parallele, o ancora per vivere in epoche differenti? Oriol Paulo, come altri registi prima di lui, dà vita ad un thriller che suscita interessanti riflessioni sull’“effetto farfalla”, sull’arbitrarietà e sul tema del caso. Le considerazioni più importanti vertono sulle scelte che determinano il nostro cammino, e sul modo in cui queste possono influenzare il futuro per far capire ciò che è più o meno importante nella vita di ciascuno: salvare uno sconosciuto e la verità, oppure famiglia e i propri figli.

Adriana Ugarte in Durante la tormenta

La tematica della relatività del tempo si allaccia, all’interno di Durante la tormenta, con forti cenni al cinema degli anni ottanta. Riconoscibilissimi i riferimenti a Ritorno al Futuro (dalle villette a schiera come Hill Valley – qui Valparaiso, un ambiente suburbano simile a quelli americani – fino all’orologio della scuola di Nico, che, colpito dal fulmine si pianta proprio sulle ore 10.04). Numerosi i ragazzini in skateboard, con le All Star e le magliette a righe. Un’evidente fascinazione per le cassette e il VHS, anch’essi elementi tipici degli anni ‘80. Ed ancora gli elementi angoscianti come il televisore a tubo catodico che parla con mondi paralleli che riecheggia Poltergheist, i tormenti di una madre simile alla Sarah Connor della saga Terminator, per finire con il nonsense e le atmosfere cupe di Donnie Darko, solo per citare alcuni film di un filone ben noto.

Unica pecca che mi sento di additare è lo scarso investimento sulle ricostruzioni del passato e del futuro, che rendono i salti temporali spesso difficili da seguire. Gli eventi ambientati nel 1989 e quelli del 2018 si assomigliano nelle ambientazioni monocromatiche e blu-verdastre da vecchio poliziesco tedesco alla Ispettore Derrick.

Tra gli attori figura anche Álvaro Morte (il professore de La casa di carta) che recita il ruolo del marito di Vera. Ben più intensa è la recitazione dell’argentino Chino Darín (figlio di Ricardo Darín), nel ruolo dell’ispettore Leyra legato a doppio filo alle sorti di Vera.

Durante la tormenta

Valutazione globale - 6.5

6.5

Per binge-watchers contemporanei

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Durante la tormenta: giudizio in sintesi

Adriana Ugarte e Chino Darín in Durante la tormenta

Durante la tormenta è un film che in fondo parla alla crisi di mezza età ed è dunque indirizzato – come molte recenti produzioni internazionali della piattaforma Netflix – ai voraci spettatori sulla quarantina. Un pubblico cresciuto con i film di Robert Zemekis e Terminator, pronto a riflettere sulla relatività del tempo e l’arbitrarietà della propria vita. Insomma, un film per binge-watchers contemporanei, che pecca di qualche approssimazione a livello scenografico.

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