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Pickpockets

Pickpockets: recensione del film colombiano di Netflix

Su Netflix arriva Pickpockets il nuovo film diretto da Peter Webber, un dramma leggero sulla vita di strada e le vicende di giovani borseggiatori, ambientato a Bogotà.

Pickpockets: sinossi

PickpocketsFlash (Emiliano Pernía) è ladruncolo di strada di Bogotà che diventa un fine borseggiatore grazie hai trucchi imparati dal suo maestro Chucho (Carlos Bardem). Tra l’adolescente e il suo protettore, un poliziotto corrotto dal passato misterioso, si instaura presto un legame profondo. Insieme a Chucho e a Flash “lavorano” l’amico Doogy (Dubán Andrés Prado) e la writer Juana (Natalia Reyes). I quattro mettono su una vera banda a delinquere finché non pesteranno i piedi alla banda di Rico (Julio Pachòn), capo della polizia corrotto, che cercherà di eliminarli.

Pickpockets: giudizio in sintesi

PickpocketsLa regia di Pickpockets, scritto dagli sceneggiatori argentini Alejandro Fadel e Martín Mauregui, è affidata all’esperienza del regista britannico Peter Webber (La ragazza con l’orecchino di perlaHannibal Lecter – Le origini del male). Si tratta di un film dal cast locale, ma con aspirazioni internazionali, grazie anche ad accorgimenti volutamente privi di localizzazione, per questo ha un grande potenziale commerciale. La fascinazione per la vita di strada, l’eccitazione e il pericolo che circonda la malavita criminale e vicende sentimentali ne fanno discreto un teen-drama. Ambientato in una Bogotà poco esotica, le scene in presa diretta in esterni anonimi dipingono una grande città moderna con banche, palazzi e traffico, molto somigliante a una qualsiasi metropoli occidentale. Le inquadrature sono invece strette negli ambienti chiusi e poco illuminati per le scene di maggior pathos. I protagonisti sono dei ragazzi colombiani che ascoltano musica rap americana, canzonando il reggaeton e la musica latina. Flash e Doogy fumano erba, amano i graffiti e vestono jeans e felpa con cappuccio, assomigliando ai giovani di Brooklyn degli anni ’80.

PickpocketsSe nella prima parte del film rimaniamo affascinati dall’insegnamento dei due giovani ladruncoli da parte dell’esperto truffatore, nella seconda parte la sceneggiatura incalza il dramma sentimentale. Il figlio che cerca un padre, il triangolo di amore e fratellanza dei due amici e della bella Juana. L’etica del ladro galantuomo contro la violenza gratuita. Per finire con l’allievo che supera e alla fine “salva” il suo stesso maestro. Il climax del dramma si svolge in un’arena clandestina durante un combattimento di galli. Il bene e il male si affrontano sul finale in un combattimento epico, dove gli animali rappresentano e subliminano la ferocia dello scontro tra le due parti. Un film di genere, più che un dramma generazionale.

Pickpockets

Valutazione globale - 6

6

Scorrevole e ben fatto

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Pickpockets: il nostro giudizio

PickpocketsPickpockets ricorda molte cose già viste: il giovane Flash che costretto a rubare sotto ricatto, ricorda i ladruncoli di Oliver Twist. Il suo maestro, il silenzioso e saggio Chucho, assomiglia un po’ il Maestro Kesuke Miyagi di Karate Kid. Lo stesso regista ha dichiarato: “Non è un film tortuoso su senso di colpa e redenzione. E’ piuttosto un film contemporaneo, rumoroso, pieno di azione e di musica moderna“. Apprezzabile lo sforzo per uscire dagli stereotipi del film drammatico sudamericano. Il sottotesto del film suggerisce una morale universale della non-violenza dove i giovani protagonisti biasimano l’uso delle armi, combattono – a loro modo – la corruzione. Per i ragazzi i poliziotti corrotti sono dei “porci”. I soldi sono solo pezzii di carta stampate e i graffitari hanno una conoscenza del territorio e della cultura locale ammirevole. Il film è scorrevole, a tratti lento ma nel complesso molto ben fatto. Poche le scene di violenza e le parolacce, qualche sobria scena di amore, e il gioco è fatto.

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