Knightfall è la nuova serie di History che torna al period drama, per ricalcare il successo di Vikings, con un altro tema molto popolare, ossia la caduta dei Cavalieri Templari, ma la serie, al suo esordio presenta qualche luce e un po’ troppe ombre.
Knightfall, primi due episodi: la sinossi

Knightfall, primi due episodi: le nostre impressioni
Se History voleva riprendere il cammino tracciato con Vikings, di una serialità televisiva che avesse ben chiaro l’intrattenimento, ma sempre con rispetto del contenuto educativo del canale, qui siamo molto lontani. Da un punto di vista squisitamente storico, questo Knightfall fa acqua da molte parti: ci sono personaggi importanti (come il Papa Bonifacio VIII) che dovrebbero essere morti da tempo e rapporti di forza tra clero, stato e ordini cavallereschi che sono completamente fuori strada.

Ma a parte queste imprecisioni storiche che, se non fossimo su History, potrebbero anche essere tranquillamente trascurabili, la serie ha delle debolezze importanti anche su altri versanti.
Intendiamoci, ci sono anche luci, come il fatto che l’intrattenimento è sicuramente garantito dalla serie e il ritmo della narrazione scorre veloce, così come nella migliore tradizione dei film cappa e spada, nei quale dialoghi stringati si susseguono e si intrecciano a duelli cruenti e scene d’amore tra amanti segreti.
Però rischia di essere quasi solamente quello, con un rilievo storico solo meramente simbolico e con uno sviluppo politico molto semplificato, quando invece il contesto da raccontare dava la possibilità di fare molto di più.

Dal punto di vista attoriale si salvano Cullen e Ed Stoppard nella parte di Filippo il Bello, così come Jim Carter (Downton Abbey) nei panni del paciodo Bonifacio VIII. Il resto naufraga.
Domanda a History: perché dopo averci fatto imparare anche a scrivere correttamente dei nomi vichinghi, ora trasformate tutti i nomi francesi e spagnoli dei protagonisti di questa serie in nomi inglesi?
Knightfal - primi due episodi
Valutazione globale - 5.5
5.5
Immaturo
Knightfall, primi due episodi: un giudizio in sintesi

Come intrattenimento è innegabile che si possa seguire come serie, senza per altro richiedere troppo sforzo d’attenzione, vista la macchiettisticità con la quale vengono disegnati i buoni e i cattivi, però spiace la mancanza di approfondimento che si ravvisa (può sempre cambiare in corsa, chiaramente) in questi primi episodi, per un tema che meritava di meglio.
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