E’ partita con i primi due episodi su SkyAtlantic la serie tv ideata, scritta e diretta da Niccolò Ammanniti Il miracolo.
Il miracolo: la sinossi

Non c’è una spiegazione razionale a questo evento che, oltre al Premier italiano, coinvolgerà anche altre persone.
Il miracolo: le nostre impressioni
La premessa da cui parte questa serie di Niccolò Ammaniti (scritta assieme a Francesca Manieri, Francesca Marciano e Stefano Bises) è senza ombra di dubbio affascinante.
Una premessa – quella di uomo laico e progressista ritrovatosi davanti ad un evento razionalmente inspiegabile – che rappresenta perfettamente un autore, Ammaniti, da sempre interessato, nelle sue storie, a squarciare con un qualcosa di grandi dimensioni quella calma apparente che fa da sfondo a ciò che va raccontando. Succede così anche ne Il miracolo, il suo primo confronto diretto con la serialità televisiva.
L’immagine potente, e talvolta persino disturbante, per quanto apparentemente inconcepibile, della statua della Madonna che piange sangue umano (9 litri l’ora), è quell’evento che spariglia le carte, che fa cedere, o almeno mette più di un tarlo nella mente, anche chi, come il laico premier italiano, di fede, vocazioni e tanto più di miracoli non ne ha mai voluto sapere niente. Pietromarchi, da subito incredulo e in cerca di una logica spiegazione che sembra proprio non esserci, cerca invano di disfarsi della situazione in cui è stato inevitabilmente coinvolto (“è una cosa che riguarda il Vaticano“, sentenzia quasi subito). Ma sembra non aver fatto i conti con gli effetti (di ordine pubblico, in primis) che la rivelazione della notizia potrebbe avere sulle persone, e non solo quelle di fede.

Il miracolo ha il grande pregio di continuare la strada intrapresa da serie come Gomorra e 1992 nel distinguersi dalla media italiana. Non va a cercare il grande pubblico, Il miracolo, e per questo motivo, forse, non è una serie per tutti. Ma ben venga quel suo essere di nicchia se questo sta a significare alta qualità del prodotto. Quello che la serie di Sky ci fa vedere nei primi due episodi non ha niente di meno da invidiare alle serie tv di oltreoceano. Un grande lavoro di scrittura e di regia (oltre a Ammanniti ci sono anche Francesco Munzi e Lucio Pellegrini) sono le carte vincenti di questi primi due episodi, insieme ad un cast di notevole spessore e ben amalgamato. Su tutti spiccano l’ottimo Guido Caprino (già visto in 1992 e 1993 e di cui il cinema dovrebbe tenerne conto) e un mostruoso Tommaso Ragno.
AffascinanteIl miracolo
Valutazione globale - 7.5
7.5
Il miracolo: giudizio in sintesi

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