Hostile è il primo lungometraggio del regista francese, nato a Cannes nel 1987, Mathieu Turi, già assistente alla regia in Bastardi senza gloria, Sherlock Holmes – Gioco di ombre e Lucy.
Hostile: la sinossi

Hostile: le nostre impressioni
Hostile ha il format del film indipendente, il budget accreditato non è infatti elevato per il genere, si parla di 1,2 milioni di dollari, la storia è raccontata per sommi capi, senza troppa cura dei dettagli, e affidata esclusivamente alla coppia dei protagonisti.

Basta questa attenzione nella caratterizzazione della solitudine estrema di Brittany/Juliette – scelta che peraltro si sposa perfettamente col volto di bambina spaurita dell’attrice inglese – per convogliare su Hostile un interesse che oltrepassi il ludico voyerismo da videogame che altrove campeggia nel filone horror. Talora fa capolino un’inquietante figura antropomorfa che insidia Juliette di cui opportunamente i connotati saranno svelati via via. Anche gli incontri/scontri trai due non sembrano usciti da un videogame e di questo va dato atto a Turi: riesce a dare l’ impressione che ci sia qualcosa di vivo oltre i pixel, e lo fa ancora contenendo l’enfasi e non cadendo nell’ipercinesi.

In conclusione possiamo parlare di un film che non è di certo un capolavoro, ma riesce ad attivare lo stesso alcuni spunti di interesse e denota una certa maestria realizzativa. E’ talora anche ben recitato: impressiona in positivo la prova di Brittany Answorth che pare azzeccata a impersonare la ribelle, fragile e dura allo stesso tempo Juliette. Meno bravo Gregory Fitoussi che fa Jack, sembra piu’ che altro una maschera di belloccio altolocato, non sembra lasciare il segno.
Hostile
valutazione globale - 6.5
6.5
Distopia e romanticismo
Hostile: un giudizio in sintesi

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