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Ghost Stories

Ghost Stories – la recensione dell’horror con Martin Freeman

Questo weekend al cinema, dove già è presente A Quiet Place, grande successo in patria, arriva sugli schermi italiani Ghost Stories, horror paranormale, adattamento dell’omonima pièce teatrale, scritto e diretto a quattro mani da Jeremy Dyson e Andy Nyman, anche protagonista del film. Nel cast è presente anche Martin Freeman, il Bilbo Baggins della saga Lo Hobbit.

Ghost Stories: la sinossi

Ghost StoriesIl Professor Philip Goodman, scettico nei confronti di tutto ciò che riguarda il soprannaturale, è famoso in tv per condurre un programma, dove smaschera sedute spiritiche false e impostori che si spacciano per sensitivi. Goodman si ispira a Charles Cameron, celebre in passato per la medesima professione, ma scomparso da decenni. Un giorno, però, riceve la lettera da Cameron, effettivamente vivo, prossimo alla morte, che gli affida tre casi legati al paranormale, sui quali anche lo stesso Cameron non discute la veridicità. Goodman, convinto che i tre casi siano solo una proiezione della psicologia dei tre soggetti coinvolti, si ritroverà coinvolto in storie terrificanti, che vanno oltre qualsiasi immaginazione e che lo porteranno a conclusioni legate al suo passato.

Ghost Stories: le nostre impressioni

Ghost StoriesIl genere horror negli ultimi anni sembra essere una vera roccia nel panorama cinematografico internazionale. Considerando l’ultimo lustro, infatti, possiamo notare che i film con un miglior rendimento tra costi e incassi sono tutti appartenenti al genere. Grande merito sicuramente va dato a produttori come Jason Blum, padre di successi come L’evocazione e Insidious, che hanno quasi totalmente investito nel genere, con grandi incassi e, grazie al fenomeno Get Out – Scappa, anche prestigiosi riconoscimenti.

Recensire un horror è sempre molto complesso, in quanto il pericolo spoiler incombe dietro l’angolo. Il fatto che si tratti di una adattamento di un’opera teatrale non rappresenta qualcosa di innovativo. Abbiamo visto tante opere, soprattutto drammi e commedie, trasposte con grande successo dal palcoscenico al grande schermo. Il rischio in questi casi è quello di non avere ritmo, di non creare lo stesso impatto. In Ghost Stories il rischio diviene realtà: il film, anche a causa della cattiva gestione degli incastri narrativi tra i tre episodi, risulta a volte borioso e confusionario e questo fa perdere d’intensità al film.

Ghost StoriesNonostante i due autori e registi siano anche gli ideatori dell’opera teatrale originaria, grande successo in Gran Bretagna, sembra non abbiano dato un’anima cinematografica degna a tale lavoro e ciò è dovuto, oltre che alla sceneggiatura, anche ad un lavoro di regia alquanto elementare, a una fotografia patinata e a delle interpretazioni caricaturiali e manieristiche. Il lavoro, infatti, sembra sia adatto ad un pomeriggio estivo di qualche rete tv secondaria e non alle sale cinematografiche.

Il livello di tensione è discreto, ma a volte sa di finto e pilotato. Sembra, infatti, che Dyson e Nyman abbiano studiato numerosi film horror e abbiano copiato pedissequamente da essi gli effetti per far sobbalzare dalla sedia gli spettatori. Il risultato potrebbe anche essere accettabile solo se retto da numerosi altri elementi che, ahimè, sono assenti in questo film.

Ghose Stories

valutazione globale - 4.5

4.5

Lento e confusionario, qualche brivido non salva il film

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Ghost Stories: giudizio in sintesi

Ghost StoriesDyson e Nyman, autori dell’omonima piece teatrale di successo, non centrano l’obiettivo di rendere brillante quanto fatto sui palcoscenici inglesi. Il film risulta lento, confusionario e manca di profondità e graffio, anche a causa di una certa inesperienza a livello registico. Le uniche emozioni si hanno grazie a qualche brivido, dovuti ad elementi horror studiati a tavolino, che però non bastano a tirare su l’intero lavoro.

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