Il penultimo episodio della settima stagione di Game of Thrones ha certamente suscitato pareri contrastanti tra i fan: pare che si siano creati veri e propri schieramenti, non solo sulla base delle preferenze su chi dovesse vincere o perdere ma anche sulla possibilità di vedere nello stesso letto una zia e il suo nipote perduto nel tempo.
Nonostante la forte carica di emozioni che ha suscitato nei fan, molti di loro sono rimasti poco soddisfatti dell’episodio 7×06, Beyond the Wall, poiché lo hanno ritenuto troppo poco credibile. Un commento del genere, in uno show in cui troviamo riti magici, zombies, draghi e addirittura draghi-zombie può sembrare strano. Nonostante siano state sollevate molte critiche circa alcuni veri e propri ‘buchi’ nella trama o sull’inconsistenza di alcuni personaggi, l’elemento che più è stato criticato è senza ombra di dubbio il tempo.
L’episodio 7×06: il piano di salvataggio di Jon

In una recente intervista rilasciata a Variety, il regista dell’episodio Alan Taylor ha dichiarato che: ” Sapevamo che arrivati a questo punto la linea temporale sarebbe diventata piuttosto nebulosa, poco chiara. Esiste una cosa chiamata ‘inverosimiglianze plausibili’, ovvero ciò che stai cercando di ottenere. Alla luce di questo credo che quello che è stato fatto da noi sia stato proprio questo, sforzando un poco di più le verosimiglianze”.
Game of Thrones: lo show in cui si attraversano mari e continenti in un lampo
Questa strana abitudine di far viaggiare instantaneamente le persone attraverso continenti e mari interi in un battito di ciglia non è una novità in Game of Thrones, il cui primo esempio si ha nella sesta stagione. Ad ogni modo, questo sembra essere un fenomeno più evidente in quest’ultima stagione. Per molti fans la questione del timeline poco credibile non è stato un problema, soprattutto se questo significava vedere per più tempo sugli schermi il proprio personaggio preferito fare cose da supereroe (n.d.r. quale esempio migliore di Gendry che rischia una sincope per correre come il vento o Dany che col suo drago fa delle planate eccezionali?). Detto questo però viene da chiedersi una cosa: uno spettatore di una serie fantasy come Game of Thrones non dovrebbe subito sospendere l’incredulità?
E’ giusto sospendere l’incredulità davanti ad uno show fantasy?
Purtroppo, questa è la convinzione errata che si ha di fronte ad uno show fantasy, che non è necessario che segua le regole o che abbia un senso. Così come il genere cugino, la science fiction, il fantasy deve attenersi ad alcune regole. Ma invece che alle leggi della scienza, queste regole sono state imposte del creatore, in questo caso da George R. R. Martin, autore di Game of Thrones, o dai creatori dello show televisivo Benioff e Weiss. In questo universo, i draghi sputano fiamme che bruciano e non gelide, sono carnivori e sono soggetti alla gravità terrestre. Camminano e volano, ma non si teletrasportano. Allo stesso modo i wights sono non-morti, animali o umani, che non hanno bisogno di nessuna comodità né di cibo, ma possono essere uccisi dal fuoco, dal vetro di drago o dall’acciaio valyriano. Non sono quindi forze indistruttibili.
Game of Thrones e le sue radici storiche

Non è detto che uno show debba necessariamente rispettare le regole per filo e per segno, ma la maestria nel piegarle è ciò che rende la distorsione efficace e potente. Un esempio di ciò si ha con grandi serie come Twin Peaks e Archer; a modo suo, Game of Thrones ha cambiato le regole del tipico storytelling fantasy, uccidendo gli eroi ‘evidenti’ nelle prime fasi dello show. C’è un motivo per cui la morte di Ned Stark (stagione 1) e le Nozze Rosse (stagione 3) sono tra i momenti più alti e ricordati di tutto Game of Thrones. Questi eventi hanno completamente sovvertito le nostre aspettative e hanno rinforzato il genere.
Uno show in bilico fra realismo e magia
E’ necessario ricordare che il tempo ha un ruolo incredibilmente importante nell’universo creato da Martin. Lo show sostanzialmente si concentra sulla lotta di potere fra i vari pretendenti al Trono di Spade; di sottofondo alla situazione presentata però, troviamo una sottile minaccia ripetuta come un mantra per tutte le stagioni, ‘L’inverno sta arrivando’. Il motto della casata degli Stark ha da sempre anticipato la minaccia incombente, ovvero l’arrivo della Lunga Notte, in cui i non-morti avranno il sopravvento. Secoli fa, la Lunga Notte durò un’intera generazione: in quel periodo morirono molte persone e i raccolti erano inesistenti, permettendo così agli Estranei di invadere Westeros e gettarlo nell’inverno eterno. Alla luce della minaccia dell’arrivo di una nuova Lunga Notte, il tempo sembra avere un’importanza sempre più rilevante.
I filoni narrativi lasciati all’oscuro

Game of Thrones terminerà definitivamente con la prossima stagione, che sarà composta da soli 6 episodi. Non possiamo che concludere sperando che i creatori li rendano in maniera spettacolare e con quel pizzico di credibilità che ha sempre fatto innamorare i fans.
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Fonte: IndieWire
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