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Darkest Minds

Darkest Minds: recensione del film young adult con Amandla Stenberg

Arriva nei cinema italiani il film di genere young adult Darkest Minds, diretto da Jennifer Yuh Nelson e interpretato da Amandla Stenberg e Harris Dickinson.

Darkest Minds: la sinossi

Darkest MindsIn un presente distopico quasi tutti gli adolescenti sono stati uccisi improvvisamente da una terribile malattia cerebrale (la famigerata IAAN, Idiopathic Adolelescent Acute Neurodegeneration), con i sopravvissuti investiti da veri e propri superpoteri, che vengono catalogati dalle autorità in base a diversi colori. Questo parametro viene utilizzato anche per organizzare dei veri e propri campi di concentramento, dove viene internata anche la giovane protagonista Ruby Daly (Amandla Sandberg). Per sei anni Ruby riesce a tenere nascosto di essere un arancione (il colore più pericoloso e per il quale vige il protocollo “sparare a vista”), grazie ai suoi potenti poteri telepatici. Una volta smascherata, scappa dal campo assieme ad una dottoressa membro di una lega antigovernativa (Mandy Moore) e nella fuga si imbatte in un gruppo di ragazzi guidato dal carismatico Liam (Harris Dickinson). Come lei sono in cerca di un luogo sicuro e per riuscirci dovranno fare i conti con prove e insidie di estrema difficoltà.

Darkest Minds: le nostre impressioni

Darkest Minds Amandla StenbergTratto dal romanzo omonimo di Alexandra Bracken, esce fuori tempo massimo dal momento d’oro della fantascienza c.d. young adult (come le saghe Hunger Games, Maze Runner e Divergent), Darkest Times è di per sé un’ambiziosa scommessa che non ha ottenuto una buona risposta dal pubblico.

Tuttavia, nonostante un inizio forse un po’ troppo traumatico che condensa troppi eventi in un’unica sequenza d’apertura, il film si guadagna a piccoli passi una propria autonomia, potendo contare soprattutto su un cast di protagonisti molto affiatati (a parte la buona prova dei due protagonisti, è da sottolineare l’ottima interpretazione del giovane Skylan Brooks, in un riuscito ruolo di alleggerimento comico).

Il grande problema del film, oltre alla difficoltà di intercettare un pubblico ormai disinteressato, risiede però nella carenza di originalità, dato che sono davvero pochi i momenti che non creano associazione d’idee con pellicole simili come quelle sopracitate. Inoltre ci sono errori nell’impostazione di un tono coerente, dato che alcune scene sono forse anche troppo dure per un PG-13 mentre in altre ci sono atmosfere spensierate da videoclip di musica indie-pop (questi sbalzi potrebbero essere legati alla sceneggiatura di Chad Hodge, già autore di Wayward Pines). Nonostante ciò, i protagonisti ci sono e vivono conflitti veri e avvincenti, riuscendo a dare un’anima ad un’opera del tutto derivativa; alla fine nello spettatore sorge interesse nel sapere cosa accadrà loro (naturalmente il finale è rimasto aperto nella speranza di costruire una nuova saga).

Darkest Minds Amandla StenbergIn regia si segnala la veterana del cinema d’animazione Jennifer Yuh Nelson, all’esordio in un film live action (diresse con successo Kung Fu Panda 2 e 3) dimostra sicuramente del potenziale nella gestione dei giovani protagonisti e, certamente, con un soggetto e una sceneggiatura più originali e potrà dire decisamente la sua nel nobile mondo del cinema per ragazzi.

Darkest Minds

Valutazione globale - 5

5

Un film che ha il merito di dare spazio a giovani e brillanti attori, ma che fallisce nel proporre un nuovo franchise delle saghe young adult distopiche

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Darkest Minds: giudizio in sintesi

Darkest Minds Forse è il momento giusto per sperimentare in questo genere ormai esaurito da innumerevoli franchise, e quindi il primo da passo da fare è abbandonare la fantascienza e spostare il focus del cinema c.d. young adult su nuovi territori, come insegna un successo recente come Tuo, Simon. I registi ci sono e nuovi attori da lanciare ancor di più, occorrono (anche se è facile a dirsi) storie fresche e sperimentazioni di genere per non vedere debacle come quella di un film onesto ma eccessivamente derivativo come lo è Darkest Minds.

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About Giulio Mantia

Sono un immoderato consumatore di film improvvisatosi recensore amatoriale. Cerco di scrivere di cinema nei limiti delle mie conoscenze ed evitando di farla fuori dal vaso. Accetto volentieri critiche, osservazioni e confutazioni. Il mio film preferito è senza dubbio Dal Tramonto all'Alba di Rodriguez/Tarantino, un'allegra miscela di delirio e badassment che riesce sempre a rallegrarmi.

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