Contromano segna il ritorno alla regia del comico Antonio Albanese dopo sedici anni da Il nostro matrimonio è in crisi.
Contromano: sinossi
Mario Cavallari è un uomo abitudinario e solo che gestisce un negozio di calzini ereditato dal padre. Quando Oba,
un ragazzo senegalese venditore ambulante di calzini, si piazza vicino al suo negozio facendogli concorrenza, Mario prende una decisione estrema: rapirlo e riportarlo in macchina al suo paese, il Senegal, convinto che questa soluzione, se adottata da tutti, risolverebbe il problema dei migranti.
Contromano: le nostre impressioni
Leggendo la trama potremmo pensare di avere a che fare con diversi generi cinematografici, ma tra tutti quelli possibili Albanese ha scelto quello più consono alla sua carriera di artista, la commedia, ma tra il dire e il fare purtroppo c’è di mezzo un grande mare… Purtroppo Contromano è una commedia che non convince perché, fra le altre cose, non si ride praticamente mai. E’ un film troppo poco cinico per una risata amara, troppo politicamente corretto per sghignazzare e con troppe poche (e scontate) gag per una risata divertita.

Purtroppo Albanese non riesce a dare una lettura incisiva nemmeno della tematica principale e fortemente attuale del film, cioè la questione dell’integrazione e di un’intolleranza diffusa nel nostro Paese. Le motivazioni dell’intolleranza del protagonista appaiono deboli perché Albanese per tutto il film non mostra, dà per sottinteso ciò che palese non è. Niente viene spiegato ed analizzato con la cinicità e la cattiveria che ci si aspetta da un film del genere, e soprattutto non indaga su quella che pare essere per lui la motivazione più forte degli episodi sempre più frequenti di razzismo: la “guerra fra poveri”.

Contromano
Valutazione globale - 4
4
Non fa ridere e non fa riflettere
Contromano: un giudizio in sintesi

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