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Collateral: recensione del pilot della serie BBC/Netflix con Billie Piper

Collateral è la nuova miniserie in quattro parti prodotta da BBC e distribuita internazionalmente da Netflix (presumibilmente a marzo), un moderno thriller che si snoda in quattro giorni a Londra attraverso crimini e tematiche sociali contemporanee con protagonisti d’eccellenza come Billie Piper, Carey Mulligan, Nicola Walker e July Namir.

Collateral – il pilot: sinossi

collateralIn una notte nel sud di Londra un fattorino della pizza viene freddato davanti ai gradini di una casa da un misterioso assassino. Un fatto che non sembra così eclatante, ma il fattorino è un profugo siriano e quello che sembra un omicidio casuale assume man mano che passa il tempo le sembianze di qualcosa di molto più importante, anche per le conseguenze che si troveranno a dover affrontare tutti i protagonisti, chi per una ragione e chi per l’altra.

Ad entrare in questo gioco saranno gli agenti di Scotland Yard, i familiari della vittima, un misterioso killer, preti e politici, tutti con la loro personale angolazione e posta in gioco.

Collateral – il pilot: le nostre impressioni

Collateral è un prodotto che ha proprio tutti i crismi della miniserie interessante, con il suo mischiare thriller, crime drama, denuncia sociale e nel fare tutto dando un ottimo ritmo, condito da una regia particolarmente sapiente ad una narrazione che sarà breve e compatta per via dei soli quattro episodi, ognuno dei quali coprirà una giornata di vita e crimine londinese.

collateralIl crime thriller è ben costruito, con un caso che si sviluppa dal “piccolo” per poi crescere con una progressione incalzante che coinvolge sempre più persone a più livelli. L’ampiezza del racconto e la sua carica politica e sociale ricordano i romanzi di Le Carré, ma la narrazione non perde di compattezza e concatenazione, anzi avviluppa lo spettatore, anche grazie ai rapidi movimenti di macchina, alle scene dinamiche e a questa telecamera che segue e balla con i protagonisti in piani sequenza che roteano su se stessi e intorno al mistero.

La capacità di delineare bene i personaggi anche con poche sequenze o dialoghi, con caratterizzazioni che non sono assolutamente macchiettistiche, è sia un indice di buona scrittura, sia uno dei motivi per cui i molti protagonisti sono un arricchimento della trama anziché un fattore di confusione. Fanno molto sicuramente anche gli ottimi attori presenti, forse più noti ad un pubblico abituato a seguire i drama inglesi, ma che danno ancora maggiore profondità alle figure che rappresentano in scena.

collateralL’inserimento, inoltre, non forzato, ma molto fluido di tematiche contemporanee come me società chiuse, l’immigrazione e il degrado urbano arricchiscono di significati una serie, senza perdere di vista il racconto thriller che ne sta alla base, senza sembrare insomma delle sovrastrutture incollate sopra alla trama per essere più à la page.

Se poi ci aggiungiamo anche il cliffhanger finale dell’episodio che crea una grossa aspettativa per il prosieguo, chiudiamo il cerchio della bellezza stilistica e contenutistica.

Collateral - pilot

Valutazione globale - 8

8

intrigante e vario

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Collateral – il pilot: un giudizio in sintesi

collateralCollateral nel suo pilot si presenta come un prodotto di ottima fattura, che non solo introduce ma anche dispiega bene la storia, anche perché il tempo a sua disposizione non è molto. Ma tenendo conto di questo, riesce a costruire un racconto interessante e variegato, ricco di temi e dinamico.

Il carattere di thriller alla Le Carré e il risvolto sociale appassioneranno sicuramente gli amanti del genere e la brevità della miniserie la rende quasi un lungo film, con una carratteristica, donata anche dal montaggio, di sembrare a lunghi tratti in real time.

Completano il quadro un ottimo cast, formato da attori di nome e di sostanza nel panorama inglese, che riescono a dare ai loro personaggi una caratterizzazione non banale e molto profonda nonostante la velocità d’introduzione.

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About Andrea Sartor

Cresciuto a pane (ok, anche qualche merendina tipo girella o tegolino... you know what I mean... ) e telefilm stupidi degli anni 80 e 90, il mondo gli cambia con Milch, Weiner, Gilligan, Moffat, Sorkin, Simon e Winter. Ha pianto davanti agli uffici dell'HBO. Sogno nel cassetto: pilotare un Viper biposto con Kara Starbuck Thrace e uscire con Number Six (una a caso, naturalmente). Nutre un profondo rispetto per i ragazzi e le ragazze che lavorano duramente per preparare gli impagabili sottotitoli. Grazie ragazzi, siete splendidi

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