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Margaret Atwood: sul potere di prevedere il futuro e l’attualità delle sue opere

In più la Atwood rivela che, quando si parla di Game of Thrones, fa il tifo per la coppia Jon Snow-Daenerys.

Rispondendo alla recente domanda per forme lunghe di storytelling e temi innovativi, alcuni dei più noti scrittori sono tornati nuovamente alla ribalta, e la pluripremiata scrittrice canadese Margaret Atwood ne è coinvolta, a tal punto da essere richiamata a fornire nuovo materiale su uno dei suoi lavori più famosi.

Margaret Atwood e The Handmaid’s Tale

“Abbiamo appena terminato una nuova edizione de “Il Racconto dell’Ancella” in versione audio. La versione originale del libro si conclude con una sezione intitolata “Note storiografiche”, in cui un professore tiene un seminario. Il professore termina il romanzo dicendo “Ci sono delle domande?”. Abbiamo pensato di elaborare quindi una nuova sezione in cui sono contenute domande e risposte, recitate da un gruppo di attori. Io stessa sarò tra il pubblico e rivolgerò al professore una domanda, ma ad ogni modo tutte le risposte sono scritte da me”.

handmaidDotato di caratteristiche peculiari, il suo utilizzo del genere “speculative ficton” sembra essere il più adatto al momento, poiché i grandi network e gli spettatori sembrano afferrare con successo il suo particolare uso dello storytelling distopico. Oltre all’attesissimo arrivo sugli schermi televisivi della serie prodotta da Hulu e MGM The Handmaid’s Tale, anche il libro per l’infanzia Wandering Wenda and Window Wallop’s Wunderground Washery sta per approdare in TV con la produzione della rete canadese CBC.

Alla luce di tale “ritorno di fiamma” delle opere dell’autrice canadese, pare evidente che gli spettatori stiano iniziando a notare dei parallelismi tra i romanzi della Atwood e la politica perpetrata dall’attuale governo statunitense (in particolare con The Handmaid’s Tale), facendoci pensare che, forse, la Atwood è davvero capace di prevedere il futuro (ndr considerando che il romanzo è stato pubblicato nel 1985).

L’intervista a Margaret Atwood

Alla nota scrittrice canadese, durante una lunga intervista, è stato chiesto perché le sue opere siano così richieste ed elaborate al momento: la Atwood ritiene che le sue storie siano adatte ad una modellizzazione seriale ed episodica, quella più in voga attualmente ed è l’unica possibilità presente per i romanzi lunghi di essere rappresentati.

handmaidAlla domanda sul perché si assiste a questo interesse sempre più crescente per le storie distopiche come materiale episodico, la Atwood risponde che questo rivolgersi a tale tipo di opere si ha nel momento in cui si è preoccupati per il futuro, poiché si vede la concreta possibilità che mondi distopici si realizzino. Questa tendenza si vede non solo sugli schermi, è un fenomeno che coinvolge ogni ambito, letteratura compresa (per esempio Hunger Games, che ha avuto una trasposizione cinematografica di enorme successo). La Atwood fa inoltre l’esempio di Game of Thrones: la scrittrice ritiene che la trasposizione in serie televisiva sia l’unica possibilità per una storia così vasta di essere rappresentata. Detto questo, dichiara che se George R.R. Martin non facesse finire insieme la Madre dei Draghi e Jon Snow ne sarebbe molto delusa (perciò caro George, prendi appunti!).

Nel cast di The Handmaid’s Tale troviamo attrici come Elizabeth Moss, Anna Paquin e Alexis Bledel: viene chiesto quindi alla Atwood se vedere i propri personaggi interpretati da attori e attrici altera in qualche modo l’idea che si è fatta delle sue “creature”. Margaret Atwood ritiene che ciò sia inevitabile, ma il valore aggiunto che la serie da è che si potrà sapere cosa accade ad alcuni personaggi che nel romanzo, nel momento in cui Offred (Elizabeth Moss) smette di parlarne, questi semplicemente scompaiono, come per esempio Ofglen (Alexis Bledel): nella storia sembra scomparire per poi essere rimpiazzata da un’altra Ofglen, ma nella serie si potrà sapere cosa ne è stato della prima.

La Atwood e le profezie

La Atwood rifiuta con forza la definizione di “profeta”, nome con cui viene chiamata da molti al momento: la scrittrice afferma che gli eventi di cui ha scritto e che ora sembrano prendere forma concretamente si basano su dei presupposti che si sono creati nel momento in cui ha iniziato a scrivere i romanzi. Semplicemente, la Atwood è stata attenta a cogliere i dettagli, mentre molti altri no.

handmaidQuando a Margaret Atwood viene chiesto se al momento ha notato degli eventi che hanno attirato la sua creatività letteraria, la sua risposta non può che far riferimento alle elezioni americane e alla protesta silenziosa di un gruppo di donne che si sono presentate in un tribunale texano vestite da Ancelle. Secondo la Atwood una scena del genere poteva sembrare direttamente tratta dalla serie tv, e ciò ha suscitato in lei un effetto straniante e familiare. La stessa sensazione è stata percepita da alcuni dei membri del partito repubblicano americano, che hanno accolto il trailer di The Handmaid’s Tale con freddezza, poiché hanno riconosciuto in esso un’aspra critica al governo Trump. Quando alla Atwood viene chiesto di commentare tale reazione scoppia a ridere, dicendo che probabilmente questi signori non hanno controllato la data di pubblicazione del romanzo, che risale al 1985. Secondo la Atwood i membri del partito che si sono sentiti personalmente toccati dalle scene del trailer dovrebbe chiedersi il perché si identificano subito con ciò che hanno visto, piuttosto che cercare di capire come e in che misura sia stato criticato l’attuale governo.

The Handmaid’s Tale farà il suo debutto il 26 aprile su Hulu; il primo episodio di“Wandering Wenda”  verrà trasmesso il 29 aprile sulla CBC Kids.

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About Ilaria Coppini

25, ormai laureata in Letterature e Filologie Euroamericane, titolo conseguito solo per guardare film e serie TV in lingua originale (sulle battute ci sto ancora lavorando). Almeno un'ora al giorno per vedere un episodio la trovo sempre, e Netflix è ormai il mio migliore amico. Datemi del cibo e una connessione veloce e scatenerete la binge-watcher che è in me.

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