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Future Man: la recensione dello sci-fi comic di Hulu molto nerd

Future Man è una serie che contiene un DNA molto nerd, che non può non piacere a tutti gli appassionati del genere fantascentifico che amano il citazionismo, il crearsi di situazioni assurdamente divertenti e il dispiegarsi di molte linee temporali.

Future Man: sinossi

future man s1Josh Futturman (Josh Hutcherson) è un inserviente in una compagnia di ricerca medica, ma anche un “malato di videogame” che passa tutto il suo tempo libero, e non solo quello, a giocare ad un videogioco che nessuno ha mai terminato. Riuscito nell’epica impresa scopre che il suo passatempo non è solo un videogame ma uno strumento inviato dal futuro per reclutare il salvatore dell’umanità dalla sua estinzione e da questo punto in poi inizia una serie di assurdi viaggi nel tempo con lo scopo di evitare questa catastrofe, creando continue linee temporali alternative che si intrecciano e continuano a cambiare le carte in tavola.

Future Man: le nostre impressioni

Future Man è assurdamente divertente, totalmente citazionista, complesso e scorrevole, con un ritmo forsennato e sorprese continue dietro ogni angolo. Il tutto condito da personaggi che, nella loro tridimensionalità, riescono paradossalmente a far emergere tutte le diverse sfaccettature degli stereotipi dei protagonisti dei classici racconti di fantascienza.

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Tutto questo richiama alla mente, evidentemente, la scrittura di Douglas Adams, recentemente portato nuovamente in televisione con la versione BBC America e Netflix di Dirk Gently. In Future Man, rispetto alla serie con protagonista Elijah Wood, mancano la raffinatezza e lo humur più british, mentre è più forte l’accento tipicamente demenziale americano, però la serie compensa (nel caso ce ne fosse bisogno) con una costruzione della storia molto curata e che comprende un variegato ed ampio ventaglio temporale.

L’intrecciarsi delle linee temporali e i continui cambi del futuro e del presente, causati da eventi del passato, ben lontani da un’idea inglese molto più fatalista, richiamano alla mente, anche se la storia in quel caso era molto differente, la Saga di Ritorno al Futuro.

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Non che qui manchino alcuni piccoli buchi di sceneggiatura che ogni tanto fanno storcere il naso, ma il tono scanzonato di chi si prende poco sul serio smorzano questo tipo di effetto nello spettatore che è portato a non soffermarsi troppo sul dettaglio.

Quello su cui si sofferma, invece, il tipico spettatore di questo show, è il continuo richiamare situazioni citazioniste, se non addirittura l’inserire in modo indiretto personaggi, che rappresentano la cultura più pop e nerd, aggiungendo ulteriore divertimento allo scorrere della serie (meraviglioso l’episodio dedicato al Cameronium).

Man mano che si avanza negli episodi, anche grazie alla breve durata (poco più di venti minuti) delle singole puntate, è molto facile perdersi in un binge watching selvaggio, nel quale ogni colpo di scena finale fa venire voglia di guardarsi “solo altri venti minuti”.

Rimane confermata invece l’impressione iniziale di una parte tecnica non troppo curata, ma che in questi casi, sfortunatamente, dipende da un budget non così ampio.

Future Man - prima stagione

Valutazione globale - 8

8

divertente, citazionista, nerd

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Future Man: un giudizio in sintesi

future man s1Future Man è una serie che forse all’inizio lascia un po’ perplessi, sembrando solamente un divertimento poco strutturato ma, trasformando alcune criticità in punti di forza, man mano che passano gli episodi, diventa sempre più coinvolgente per lo spettatore anche grazie alla costante variabilità dello scenario del racconto, con continui cambi nelle linee temporali, e soprattutto grazie ad un’irriverente e citazionista comicità a volte demenziale, che però riesce ad inserire delle trovate decisamente vincenti.

Se gli attori sono molto ispirati, soprattutto Josh Hutcherson e Derek Wilson (nella parte di Wolf), non dello stesso livello sono la produzione e la regia, a volte troppo basilari.

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About Andrea Sartor

Cresciuto a pane (ok, anche qualche merendina tipo girella o tegolino... you know what I mean... ) e telefilm stupidi degli anni 80 e 90, il mondo gli cambia con Milch, Weiner, Gilligan, Moffat, Sorkin, Simon e Winter. Ha pianto davanti agli uffici dell'HBO. Sogno nel cassetto: pilotare un Viper biposto con Kara Starbuck Thrace e uscire con Number Six (una a caso, naturalmente). Nutre un profondo rispetto per i ragazzi e le ragazze che lavorano duramente per preparare gli impagabili sottotitoli. Grazie ragazzi, siete splendidi

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