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Baby: la nuova serie italiana di Netflix, sulle prostitute bambine

Netflix con Baby sta accrescendo il suo impegno in Italia, nella produzione di drama originali e la cosa non può che farci felici, perché non può che portare ad una crescita del sistema televisivo del Paese e alla qualità generale del prodotto seriale italiano.

Baby, la serie sulle prostitute bambine

Il nuovo show di Netflix, Baby, sarà una serie che, quantomeno nella sua prima stagione, sarà composta da  8 episodi e sarà prodotta dalla giovane società Fabula Pictures.

La serie esplora le vite delle adolescenti delle scuole superiori dei Parioli, a Roma, ed è liberamente ispirata a una storia vera, lo scandalo delle Baby Squillo, che ha visto il marito di Alessandra Mussolini catturato per via di un racket di prostituzione adolescenziale, appunto, nel quartiere Parioli.

baby netflixSi inizierà a lavorare alla produzione di Baby nel 2018 e la serie sarà scritta da un giovane collettivo di scrittori chiamato Grams, che comprende i nuovi scrittori Antonio Le Fosse, Eleonora Trucchi, Marco Raspanti, Giacomo Mazzariol e Re Salvador. I cinque scrittori saranno affiancati da Isabella Aguilar (Grand Hotel) e Giacomo Durzi (In Treatment) nella realizzazione dello script.

Questa serie arriva su Netflix dopo la produzione di Suburra – La Serie, il drama che parla di Mafia Capitale, prodotto da Cattleya (recentemente acquisita da ITV), lanciato il mese scorso e l’annuncio del lancio di una docu-serie in quattro parti sulla Juventus, che avverrà nel 2018.

Leggete anche: la recensione della prima stagione di Suburra

Baby è una produttrice esecutiva di Nicola De Angelis, co-fondatore di Fabula Pictures, che ha prodotto in precedenza la fiction Lampedusa per la Rai e attualmente sta sviluppando I Draghi.

De Angelis ha commentato: “Siamo molto entusiasti di lavorare con Netflix per portare nuove voci e storie dall’Italia a un pubblico globale. La grande libertà creativa che Netflix ci concede è la casa perfetta per aprire nuovi orizzonti nello storytelling della televisione italiana “.

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About Andrea Sartor

Cresciuto a pane (ok, anche qualche merendina tipo girella o tegolino... you know what I mean... ) e telefilm stupidi degli anni 80 e 90, il mondo gli cambia con Milch, Weiner, Gilligan, Moffat, Sorkin, Simon e Winter. Ha pianto davanti agli uffici dell'HBO. Sogno nel cassetto: pilotare un Viper biposto con Kara Starbuck Thrace e uscire con Number Six (una a caso, naturalmente). Nutre un profondo rispetto per i ragazzi e le ragazze che lavorano duramente per preparare gli impagabili sottotitoli. Grazie ragazzi, siete splendidi

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