The protector, serie turca disponibile su Netflix a partire dal 14 dicembre, è diretta da Can Evrenol, Gönenç Uyanık e Umut Aral.
The protector: la trama

The protector: le nostre impressioni

I personaggi di The protector non sembrano offrire granché di innovativo, e la serie – per la tipologia di classe giovanile che delinea – potrebbe essere girata in una qualsiasi città dell’Europa occidentale. La focalizzazione sul desiderio di auto-affermazione di Hakan, in effetti, è un espediente narrativo che riesce a catturare l’interesse di un pubblico che non ha molte pretese circa la caratterizzazione psicologica dei personaggi. Al fianco del protagonista, infatti, gli altri personaggi sembrano poco più che meri riempitivi. Forieri di stati d’animo e atteggiamenti più che prevedibili, gli amici di Hakan, i malviventi, alcuni pseudo-medici ed irritanti segretarie d’azienda dipingono un quadro sconfortante, nel quale lo spettatore fatica non poco a trovare uno spunto interessante.
La superficialità che regna incontrastata nel campo dell’indagine psicologica, al momento sembra sconfinare anche nello sviluppo complessivo della trama, che mostra pochissimo mordente e fatica non poco a decollare. All’interno della prima puntata di The Protector, oltre all’universale desiderio di emancipazione del piccolo commerciante, c’è davvero pochissimo. Il tentativo di infittire la narrazione con venature a metà strada tra il thriller e l’azione non riesce a destare significativo interesse. Questa lacuna si mostra con la massima evidenza già alla fine del primo del primo episodio.
A giudizio di chi scrive, risulta particolarmente difficile accordare credibilità o verosimiglianza agli accadimenti. In un certo senso, The Protector sembra virare molto presto su un piano radicalmente diverso rispetto a quelle che paiono essere le sue premesse iniziali, dal momento che anche la grossolana narrazione della vita quotidiana di un giovane in cerca di affermazione cede il passo a qualcosa di assolutamente anomalo ed incredibile. Se non siamo propriamente all’interno di un racconto tipico del realismo magico, siamo sicuramente nei suoi pressi.

Come detto, la pessima prova degli attori replica e rispecchia la tecnica cinematografica, largamente insufficiente. Non tanto in senso grammaticale (non ci sono errori manifesti nelle riprese), quanto piuttosto nella sua inefficacia nel sollecitare l’immedesimazione dello spettatore. A nostro giudizio, la scena della sparatoria in pieno centro a Istanbul – la sola nella quale è richiesta una certa perizia registica – rivela tutte le carenze di The Protector. Assolutamente banale, priva di movimento proprio là dove ci si aspetterebbe un picco di azione. E, in ultima analisi, abbastanza superficiale.
The Protector - Pilot
Valutazione globale - 4
4
Superficiale e poco coinvolgente
The protector: giudizio in sintesi

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