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Black Mirror: potrebbe esserci un sequel per l’episodio San Junipero

Dopo la conclusione della terza stagione di Black Mirror, l’episodio intitolato San Junipero è diventato una sorta di fenomeno culturale, facendo ottenere al creatore Charlie Brooker ben due nomination agli Emmy Awards, grazie alla sua maestria nel saper gestire un universo popolato dalla cosiddetta ‘tecno-paranoia’. L’episodio, ambientato nel 1987- fatto di paillettes, luci a neon, con una colonna sonora nostalgica e ottimismo ‘da spiaggia’- è arrivato sugli schermi nel momento esatto a metà fra le elezioni presidenziali negli Stati Uniti e la Brexit. Brooker, insieme al produttore esecutivo Annabel Jones, ha portato la serie distopica targata BBC composta da 6 episodi sulla piattaforma Netflix nel mese di ottobre 2016.

In una recente intervista rilasciata da Jones e Brooker per The Hollywood Reporter, quest’ultimo ha dichiarato che l’episodio San Junipero è stato il primo che ha scritto per la terza stagione di Black Mirror, con il preciso scopo di sovvertire quello che è sempre stato il concetto di episodio nella serie TV.

Black Mirror come specchio della società odierna

Durante le tre stagioni che compongono Black Mirror, è stato detto molto circa la situazione della società ai giorni nostri, indicando tramite improvvisi cambiamenti di trama ciò che vi si cela alle spalle. Il primo episodio in assoluto della serie, intitolato The National Anthem, si configura come una critica ai social media: il presidente britannico, al fine di far liberare la principessa della famiglia reale, è costretto ad avere un rapporto sessuale con un maiale in diretta TV. Da qui l’hashtag #piggate. Brooker ha scritto ogni script dei 13 episodi, prendendo spunto, sembra, da alcuni titoli relativi a scoperte tecnologiche e così via. In maniera alquanto scioccante, sembra che Brooker abbia anticipato nel 2013 l’elezione di Trump con l’episodio The Waldo Moment, in cui un pupazzo animato da un outsider vince le elezioni usando una retorica decisamente anti-establishment. Vi suona familiare?

Della quarta stagione di Black Mirror, che non ha ancora una data d’uscita ma è certo che esca alla fine di quest’anno su Netflix, si sanno solo i criptici titoli degli episodi e alcuni partecipanti, tra cui troviamo Jodie Foster alla regia di un episodio in cui ci sarà Rosemarie Dewitt, le star di Fargo Jesse Plemons e Cristin Miloti, e l’attore di Westworld Jimmi Simpson.

Un sequel è plausibile per San Junipero?

Alla domanda, Brooker ha risposto che l’idea è plausibile. “Ho dovuto eliminare degli elementi, come una scena che riguarda l’infanzia di Kelly, e altre ancora. Alcune di queste erano troppo struggenti, per questo le ho eliminate, anche se non posso far a meno di pensare a ciò che vi stava dietro. Tutto questo potrebbe essere rielaborato ma in maniera diversa, non necessariamente come un episodio”. L’idea di un episodio stand-alone è ciò che avrebbe in mente la Jones, in cui inserire easter eggs ma senza  modificare i personaggi.

Quando viene chiesto loro la ragione di questo finale felice, sia Brooker che Jones sono d’accordo nel dire che non è comunque il classico finale felice, tutto rose e fiori, anzi, c’è comunque una nota amara circa il futuro dei personaggi.

Alla domanda se l’ottimismo che scaturisce da San Junipero sia il motivo per cui è diventato subito uno tra i preferiti dei fans, considerando anche il periodo di uscita tra le elezioni americane e la Brexit, la risposta è positiva. “E’ probabile che sia così”, ha risposto la Jones, “probabilmente anche perché ci sono dei richiami alla realtà, come per esempio con la serie Riverdale e con gli sketch del Saturday Night Live”. Brooker ha aggiunto inoltre che vedere la nascita di fan art sull’episodio, che è stato ricevuto dagli spettatori con così tanto calore, è stato bello per loro.

La prossima stagione di Black Mirror

Black MirrorOvviamente Brooker si è sentito influenzato dalla ricezione del finale felice di San Junipero, “In un mondo che cambia ogni 15 minuti, e di conseguenza anche la mente delle persone, non sai mai che aspettarti. Ci ha fatto piacere la risonanza che l’episodio ha avuto ma non vogliamo picchiare sullo stesso ferro diciamo. Certo, ogni storia ha i suoi risvolti, ma ci deve sempre essere quella componente di DNA Black Mirror originaria. E’ proprio questo che rende lo show complicato e impegnativo da creare, dando comunque grandi soddisfazioni”.

Quando viene chiesto loro quali saranno i temi della prossima stagione, ben poco esce dalle labbra serrate di Brooker e Jones. L’unica cosa che viene detta è che stanno cercando di superare se stessi e il background di materiale che hanno alle spalle. “Vogliamo superare tutto, per questo credo che la quarta stagione sarà quella più ambiziosa”, ha dichiarato la Jones.

La sovrapponibilità fra la realtà e il mondo di Black Mirror

Come detto in precedenza, con l’episodio The Waldo Moment, i creatori della serie hanno predetto l’ascesa di Trump. E’ stato chiesto a Brooker e Jones quindi se l’effettiva elezione di Trump durante il processo di scrittura ha influenzato in qualche modo. black mirror“Non posso dire di no”, risponde Brooker, “per me è stata dura, deprimente, vedere la piega che aveva preso il mondo. Nel mio annuale show in cui tiro le somme dell’anno che va a finire, intitolato Wipe ho trovato, per quanto non avessi voglia di farlo visto l’anno orribile che era stato il 2016, ho trovato ispirazione per creare gli episodi”. La Jones ha aggiunto che al momento questo clima ha suscitato nella gente un sottile interesse politico, e ciò non può che essere positivo. Ha inoltre aggiunto che ogni episodio è si ‘farcito’ da riferimenti politici, ma comunque ogni storia rimane più relegata alla dimensione personale, poco politicizzata.

 

E’ evidente in alcuni episodi soprattutto, quanto Black Mirror sembra predire il futuro. E’ stato chiesto quindi se questo ha influenzato il processo creativo della prossima stagione. I due hanno detto che sicuramente è così, e che ciò che scrivono, in un mondo che cambia in poco tempo, può realizzarsi nei loro episodi combaciando con la realtà. “Ci vorrebbe una app Black Mirror per rimanere al passo”, commenta la Jones.

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Fonte: The Hollywood Reporter

About Ilaria Coppini

25, ormai laureata in Letterature e Filologie Euroamericane, titolo conseguito solo per guardare film e serie TV in lingua originale (sulle battute ci sto ancora lavorando). Almeno un'ora al giorno per vedere un episodio la trovo sempre, e Netflix è ormai il mio migliore amico. Datemi del cibo e una connessione veloce e scatenerete la binge-watcher che è in me.

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