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Black Mirror USS Callister

Black Mirror 4: la recensione del primo episodio, USS Callister

E venne il giorno: il 29 dicembre è tornata su Netflix una delle serie più amate di sempre dal pubblico appassionato di serie TV, Black Mirror che, con i suoi 6 episodi ideati dalla mente contorta di Charlie Brooker, ci permette di chiudere l’anno con un monito. Fate attenzione alla cultura della condivisione, dell’apparenza, sembra sussurrare lo schermo, anche la superficie più scintillante cela l’abisso. Il debutto dello show, con l’episodio intitolato U.S.S. Callister, è piacevole alla vista ma privo dell’elemento wow.

Black Mirror 4, U.S.S Callistersinossi

Black Mirror USS CallisterIl primo episodio di Black Mirror, intitolato USS Callister, narra di un programmatore dalle doti intellettive incredibili chiamato Robert Daly (interpretato da Jess Plemmons) che, vessato dai suoi colleghi a causa del suo temperamento mite e timido e sfruttato per far soldi dal suo socio James Walton (Jimmi Simpson), decide di elaborare un codice per inventare una versione alternativa del videogame da lui creato, Infinity, ambientato nello spazio. Fonte d’ispirazione del mondo alternativo è il fumetto e la serie preferiti da Daly, Space Fleet, quella che sembra una copia carbone del celebre Star Trek. In questo mondo le cose vanno molto diversamente dalla realtà.

Black Mirror 4, USS Callister: le nostre impressioni

Questo primo episodio di Black Mirror ha, come tuti gli episodi dello show, diversi piani narrativi e, di conseguenza, d’interpretazione. Esiste quello sociale, unito a quello psicologico, emotivo e ovviamente all’immancabile critica alla tecnologia.  La percezione che si ha, in mezzo a mille colori, esplosioni stile anni 70 e tutine striminzite per le donne, è che sia stato curato molto l’aspetto emotivo: grazie a piccoli intramezzi abbiamo modo di esplorare al meglio i sentimenti e le paure dei personaggi/avatar, facendo capire che forse, non sono i mostri che sembrano.

Black Mirror USS CallisterIl vero mostro è l’insospettabile numero 1, Robert, dismesso individuo dagli occhiali dalla montatura spessa, che sfoga la sua rabbia in un mondo dove è il Dio assoluto: viene però naturale chiedersi, è sempre stato così, o Robert è diventato un individuo orribile per colpa degli altri? Ecco quindi che ritorna la tematica sociale, incredibilmente attuale in una società dove sembra vincente colui che schiaccia il più debole.

Per quanto riguarda la trama di U.S.S. Callister, sembra svilupparsi in maniera chiara, semplice, lineare, ma senza quell’elemento “wow” tipico di Black Mirror. Il finale, inoltre, sembra fin troppo sbrigativo, fin troppo facile. Un grande plauso va fatto al casttra cui troviamo il bravissimo Jesse Plemons, che si è fatto ben odiare nei panni del capitano Daly, così come compatire per il suo io reale. Cristin Milioti nei panni di Nanette, conquista con quegli occhi grandi e innocenti, che lasciano trasparire una forza d’animo incredibile e vere doti da leader. Dulcis in fundo, Jimmi Simpson, l’attore con la faccia più strana che abbia mai visto, di cui mi sono follemente appassionata sin dai tempi di Westworld, con cui la serie instaura un dialogo evidente (gli avatar di Daly ricordano molto gli androidi del parco dove tutto è concesso, principalmente nel momento in cui prendono coscienza della loro esistenza e si ribellano contro il dio/creatore).

Black Mirror USS CallisterPer quanto riguarda la scenografia, sembra evidente che in USS Callister il budget a disposizione sia più alto (che il passaggio dalla produzione britannica a quella Netflix sia stata propizia?). Il regista dell’episodio è Toby Haynes , noto ai più per il suo lavoro in Sherlock e Doctor Who, che è stato in grado di presentarci una parodia che fa riflettere, raccontando una storia fatta di rabbia, disagio e coscienza di sé, in un mondo che vuole renderci tutti uguali.

Black Mirror, U.S.S. Callister

Valutazione globale - 5

5

un inizio in sordina

User Rating: 4.7 ( 1 votes)

Black Mirror 4, USS Callister: un giudizio in sintesi

Questo primo episodio di Black Mirror risulta essere un entrée educato, blando, senza il classico effetto ansiolitico portato all’estremo, taglio tipico dello show. U.S.S. Callister funziona, alla fine dei conti, grazie al tema fantascientifico egregiamente gestito dal regista e dal cast, che ha recitato molto bene la propria parte. Sembra che questo episodio sia una sorta di introduzione a quelli successivi, e può essere un esordio perfetto per i “Black Mirror-vergini”, dando loro un equilibrio ben gestito tra humour e tensione.

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About Ilaria Coppini

25, ormai laureata in Letterature e Filologie Euroamericane, titolo conseguito solo per guardare film e serie TV in lingua originale (sulle battute ci sto ancora lavorando). Almeno un'ora al giorno per vedere un episodio la trovo sempre, e Netflix è ormai il mio migliore amico. Datemi del cibo e una connessione veloce e scatenerete la binge-watcher che è in me.

One comment

  1. Devo dire che quando ho scoperto che i personaggi erano “vivi” e non creati nel gioco, sono rimasto a bocca aperta. Questa condanna ad una eterna e umiliante recita mi ha colpito. Poi, è vero, il finale è un po’ troppo lieto, col cattivo che muore e i buoni che si salvano. Forse il messaggio alla black mirror è come si possa fare del male e morire con un videogioco.

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