E venne il giorno: il 29 dicembre è tornata su Netflix una delle serie più amate di sempre dal pubblico appassionato di serie TV, Black Mirror che, con i suoi 6 episodi ideati dalla mente contorta di Charlie Brooker, ci permette di chiudere l’anno con un monito. Fate attenzione alla cultura della condivisione, dell’apparenza, sembra sussurrare lo schermo, anche la superficie più scintillante cela l’abisso. Il debutto dello show, con l’episodio intitolato U.S.S. Callister, è piacevole alla vista ma privo dell’elemento wow.
Black Mirror 4, U.S.S Callister: sinossi

Black Mirror 4, USS Callister: le nostre impressioni
Questo primo episodio di Black Mirror ha, come tuti gli episodi dello show, diversi piani narrativi e, di conseguenza, d’interpretazione. Esiste quello sociale, unito a quello psicologico, emotivo e ovviamente all’immancabile critica alla tecnologia. La percezione che si ha, in mezzo a mille colori, esplosioni stile anni 70 e tutine striminzite per le donne, è che sia stato curato molto l’aspetto emotivo: grazie a piccoli intramezzi abbiamo modo di esplorare al meglio i sentimenti e le paure dei personaggi/avatar, facendo capire che forse, non sono i mostri che sembrano.

Per quanto riguarda la trama di U.S.S. Callister, sembra svilupparsi in maniera chiara, semplice, lineare, ma senza quell’elemento “wow” tipico di Black Mirror. Il finale, inoltre, sembra fin troppo sbrigativo, fin troppo facile. Un grande plauso va fatto al cast, tra cui troviamo il bravissimo Jesse Plemons, che si è fatto ben odiare nei panni del capitano Daly, così come compatire per il suo io reale. Cristin Milioti nei panni di Nanette, conquista con quegli occhi grandi e innocenti, che lasciano trasparire una forza d’animo incredibile e vere doti da leader. Dulcis in fundo, Jimmi Simpson, l’attore con la faccia più strana che abbia mai visto, di cui mi sono follemente appassionata sin dai tempi di Westworld, con cui la serie instaura un dialogo evidente (gli avatar di Daly ricordano molto gli androidi del parco dove tutto è concesso, principalmente nel momento in cui prendono coscienza della loro esistenza e si ribellano contro il dio/creatore).

Black Mirror, U.S.S. Callister
Valutazione globale - 5
5
un inizio in sordina
Black Mirror 4, USS Callister: un giudizio in sintesi
Questo primo episodio di Black Mirror risulta essere un entrée educato, blando, senza il classico effetto ansiolitico portato all’estremo, taglio tipico dello show. U.S.S. Callister funziona, alla fine dei conti, grazie al tema fantascientifico egregiamente gestito dal regista e dal cast, che ha recitato molto bene la propria parte. Sembra che questo episodio sia una sorta di introduzione a quelli successivi, e può essere un esordio perfetto per i “Black Mirror-vergini”, dando loro un equilibrio ben gestito tra humour e tensione.
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Devo dire che quando ho scoperto che i personaggi erano “vivi” e non creati nel gioco, sono rimasto a bocca aperta. Questa condanna ad una eterna e umiliante recita mi ha colpito. Poi, è vero, il finale è un po’ troppo lieto, col cattivo che muore e i buoni che si salvano. Forse il messaggio alla black mirror è come si possa fare del male e morire con un videogioco.