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American Gods: Bryan Fuller risponde alle domande sulla serie

Durante la proiezione in anteprima di American Gods al SXSW, il pubblico è stato in gran parte in silenzio attonito. Ma dato l’entusiasmo il cast e i creatori hanno partecipato ad una tavola rotonda post-spettacolo sulla nuova serie Starz.

Fuller e American Gods

“E ‘sicuramente uno spettacolo diverso da quello che abbiamo deciso di fare perché il clima politico in America è drastico al momento”, ha detto Fuller per aprire il Q&A. “Ora stiamo raccontando storie di immigrazione in un clima che diffama gli immigrati”.

American GodsIl cast a disposizione ben rappresenta la diversità sullo schermo che c’è nella serie. Oltre a Fuller e al co-showrunner Michael Green, c’erano a rappresentare il cast anche Betty Gilpin, Jonathan Tucker, Yetide Badaki, Orlando Jones, Bruce Langley, Crispin Glover, Pablo Schreiber, Emily Browning, Ian McShane e Ricky Whittle.

“Una delle cose eccitanti per noi nel lanciare lo show è stato che gran parte del libro si basa su altre culture e altre etnie”, ha detto Fuller. “Ci ha dato la possibilità di non essere daltonici, ma di essere molto concentrati sul ‘colore'”

Fuller ha continuato a dire che Neil Gaiman, l’autore del libro e collaboratore della serie, non avrebbe permesso mai che gli attori selezionati avessero un’etnia diversa dai personaggi da lui creati.

“E’ stato bello lavorare con Neil perché era irremovibile e ogni attore selezionato doveva corrispondere all’etnia del personaggio nel libro”, ha detto Fuller.

American Gods, altre dichiarazioni

Neil Gaiman ha aperto la proiezione con un video messaggio ai fan, rendendoli partecipi del suo sfrenato entusiasmo e confermando l’approvazione per il lavoro fatto da Fuller e Green nell’adattare la sua opera.

american gods“Sono felice per quanto ho visto”, ha detto Gaiman. “e sono anche impressionato.”

Whittle, il protagonista della serie, è un attore inglese che ha detto che con il materiale è stato “facile relazionarsi, essendo io stesso un immigrato. Si tratta di una storia di immigrazione”, ha detto l’attore che interpreta Shadow Moon, un ex detenuto assunto per un lavoro misterioso da Mr. Wednesday (Ian McShane). “In Shadow c’è questa specie di vuoto la prima volta che lo incontriamo; è l’ombra di se stesso. Egli deve riavere il suo mojo e viene svegliato da Mr. Wednesday”.

American Gods

La serie racconta la storia di Shadow Moon che, dopo essere stato rilasciato dal carcere, diventa un esecutore per un uomo che si fa chiamare Mr. Wednesday. Ma non tutto è come sembra. Anche se il primo episodio non va troppo in profondità negli elementi mitici in gioco, sappiamo che c’è una battaglia tra gli dei in corso. Sono la forza e la fede delle persone a dare la forza dei, ma in questi giorni il popolo adora nuovi dei: tecnologia, celebrità e media, tra le altre cose. Gli antichi dei non ne sono troppo felici.

American Gods“Il primo compito nell’adattare il romanzo è stato quello di realizzare lo show che avremmo voluto vedere se fossimo stati noi il pubblico.”, ha detto Fuller. “Siamo stati entrambi grandi fan del libro, così abbiamo deciso di mettere sullo schermo quello che abbiamo visto nella nostra testa quando lo abbiamo letto”.

Mentre gran parte del materiale originale del libro è ben riportato dalla serie, Fuller e il co-showrunner Michael Green hanno fatto alcuni aggiustamenti, tra cui l’espansione del ruolo dei personaggi femminili del libro.

Fuller ha detto che erano “molto eccitati” nello sviluppare maggiormente le donne del libro, notando come il rapporto tra Shadow Moon e Mr. Wednesday fosse eccessivamente un “festino tra maschi”. Laura (la moglie di Moon), Bilquis (una dea svelata in una intensa scena di sesso che ha raccolto gli applausi dal cast), e Audrey (la moglie del migliore amico di Moon) sono solo alcuni dei personaggi femminili che avranno maggiore spazio nella narrazione.

American Gods verrà trasmesso in America da Starz a partire dal 30 aprile.

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About Andrea Sartor

Cresciuto a pane (ok, anche qualche merendina tipo girella o tegolino... you know what I mean... ) e telefilm stupidi degli anni 80 e 90, il mondo gli cambia con Milch, Weiner, Gilligan, Moffat, Sorkin, Simon e Winter. Ha pianto davanti agli uffici dell'HBO. Sogno nel cassetto: pilotare un Viper biposto con Kara Starbuck Thrace e uscire con Number Six (una a caso, naturalmente). Nutre un profondo rispetto per i ragazzi e le ragazze che lavorano duramente per preparare gli impagabili sottotitoli. Grazie ragazzi, siete splendidi

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