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L'enkas

L’enkas: scelte sbagliate raccontate nella sezione Orizzonti a Venezia75

Prosegue la sezione Orizzonti della Mostra di Venezia con L’Enkas di Sarah Marx, un film che fa dell’impegno politico e sociale e di diverse sfaccettature il suo punto forte.

L’enkas: la sinossi

L'enkasL’enkas racconta la storia di Ulysse che torna alla sua vita dopo un periodo in prigione. Con la madre malata di grave depressione da accudire e le bollette che continuano ad accumularsi, i problemi economici si fanno sempre più pressanti.

Per far fronte alla situaizone, con l’aiuto dell’amico David, escogita un piano: viaggiare da rave party a rave party con una paninoteca ambulante e vendere dell’acqua alla ketamina.

L’enkas: le nostre impressioni

L’enkas è sicuramete un film che si concentra più sul contenuto che sulla forma. La regia dell’esordiente Sarah Marx è semplice, pulita e funzionale alla narrazione.

L'enkasLe vicede del giovane Ulysse sono indicative di quelle di tantissime altre persone che si trovano nella medesima situazione all’uscita da un’istituzione, come il carcere, che nelle intenzione dovrebbe reinserire più che punire.

Ulysse è un ragazzo che nella vita, complice la sua avventatezza ed immaturità, ha fatto delle scelte sbagliate. L’idea malsana di darsi nuovamente allo spaccio appena uscito di prigione non nasce da un animo maligno o dalla volontà di vivere al di sopra delle proprie possibilità economiche, quanto piuttosto dalle contingenze della vita che lo portano ad aver bisogno di una ingente quantità di denaro in brevissimo tempo per poter accudire la madre e costruire un nuovo futuro.

Tutti i personaggi facenti parte della piccola malavita che ruotano intorno al protagonista vengono descritti come sventurati che cercano di combattere contro lo schiacciante peso dei propri problemi economici. Ulysse e gli altri si sfidano ad una lunga “guerra fra poveri”, giocata da personaggi deboli ed immaturi.

L’occhio quasi documentaristico di Sarah Marx lascia che sia il taglio di quello che viene mostrato a fare de L’enkas un film politico, dalle già citate motivazioni dei personaggi a delinquere all’interrogativo di fondo sulle droghe e sul loro uso. Si crea un paradosso in questo senso con la presenza della ketamina, droga spacciata ai rave party da Ulysse per far sballare i giovani e medicinale utilizzato per il trattamento di persone affette da grave depressione.

Buona la prova di Sandor Funtek, già apprezzato ne La vita di Adele e l’anno scorso nel film di apertura della sezione Orizzonti a Venezia Nico,1988, che si dimostra attore misurato ma espressivo e con un gran potenziale. Nei panni della madre troviamo una Sandrine Bonnaire veramente calata nella parte che gioca con il linguaggio non verbale con grande padronanza lasciando ben trasparire gli stati d’animo e gli sbalzi d’umore della donna affetta dalla depressione.

L'enkas

Valutazione globale - 6.5

6.5

Semplice e politico

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L’enkas: dichiarazioni e curiosità da Venezia 75

Erano presenti alla presentazione ufficiale del film nella sezione Orizzonti alla Mostra del Cinema di Venezia la regista ed il cast.

La regista Sarah Marx ha raccontato come l’idea del film sia nata da un lavoro che ha svolto nelle carceri. Ha filmato un documentario in cui un gruppo di detenuti ha preso parte ad un laboratorio teatrale che li aiutasse per il reinserimento in società. Da questa esperienza ha deciso di raccontare una storia che riassumesse le vicende delle persone che ha incontrate.

Un ruolo centrale nel film lo ha la depressione da cui è affetta la madre del protagonista. Proprio per raccontare al meglio questa situazione, ha spiegato Sarah Marx, ha deciso di lavorare a stretto contatto con il medico che è responsabile dell’Ospedale Psichiatrico Saint Antoine di Parigi.

Il protagonista Sandor Funtek, invece, si è soffermato sullo spiegare come ha preparato il ruolo spendendo molto tempo prima delle riprese con la regista. Pur non essendo un film autobiografico ha attinto molto alla sua vita personale, avendo vissuto da solo con la madre ed avendo avuto problemi economici, nell’interpretare il personaggio.

Molto entusiasta del film è anche Sandrine Bonnaire che ha accettato di girare la pellicola proprio perché si tratta di un film politico che metteva in risalto molti aspetti sociali. L’enkas racconta, a suo modo di vedere, la nostra società che non sta affatto bene.

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About Mirko Ballone

Classe 1986, mi interesso a tutto quanto ruoti intorno alla comunicazione ed al raccontar storie. Mi appassiono giovanissimo alla fotografia e da lì alla settima arte il passo è breve. Rimango folgorato da Hitchcock, Kubrick, la Nuovelle Vague e dai grandi del cinema italiano; da allora non riesco più a fare a meno di sognare davanti ad un grande schermo. I viaggi, il cinema, le serie tv, i buoni libri e la buona tavola occupano la maggior parte della mia giornata, nei ritagli di tempo cerco di vivere.

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